Sound City

Sound City

Uno studio di registrazione come tanti. Non particolarmente bello. Con le esalazioni della fabbrica della Budweiser che nei giorni ventosi entravano per la porta principale «come qualcuno che ti rutta in faccia». Eppure lì sono passati Neil Young, Dr. John, Fleetwood Mac, Santana, Grateful Dead, Reo Speedwagon, Cheap Trick, Foreigner, Tom Petty, Kyuss, Johnny Cash, Queens Of The Stone Age, Nine Inch Nails, Metallica. E i Nirvana di Nevermind, l’album inciso con un nuovo batterista chiamato Dave Grohl.

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Lo so. La critica è una cosa seria. Duemila caratteri bastano appena a spiegare un album, figuriamoci i centoquaranta di Twitter. Però stamattina sotto lo zerbino di casa ho trovato un plettro. Su un lato c’era scritto «Girami, stupido», sull’altro «ADD». Credevo fosse un formato audio, poi ho realizzato che è la sigla della sindrome da deficit di attenzione. In quel momento ho capito: dovevo postare recensioni per chi del corriere.it legge solo titoli e sommario.

Ascolta l'album dei Sound City Players

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La radio americana NPR ha messo on line lo streaming dell'album dei Sound City Players. Perché è una notizia? Perché si tratta del supergruppo a formazione variabile assemblato da Dave Grohl come appendice al suo film Sound City.

Dave Grohl racconta la storia dei Sound City

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Una storia mai raccontata prima. Uno studio di registrazione di culto. Un rocker che si trasforma in regista. Un cast di musicisti da togliere il fiato. Una colonna sonora spiazzante. Una quasi-reunion del gruppo più famoso degli anni '90. Sono gli ingredienti di Sound City, il film diretto da Dave Grohl dedicato agli omonimi studi di registrazione di Van Nuys, California dove i Nirvana incisero Nevermind. Da lì sono passati anche Tom Petty, REO Speedwagon, Rage Against the Machine, Johnny Cash, Metallica, Everclear. Gli studios sono stati chiusi due anni fa.

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