Recensione

Punk - Arriva su Sky Arte il documentario prodotto da Iggy Pop e John Varvatos

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Si intitola Punk il documentario in quattro puntate diretto da Jesse James Miller e prodotto da Iggy Pop e dallo stilista di moda suo amico John Varvatos, che finalmente sarà visibile anche in Italia e in particolare su Sky Arte (canale 120 e 400 di Sky) per quattro mercoledì consecutivi, a partire da oggi, 4 marzo, dalle 21.15 in poi. Ogni episodio è basato su un'epoca individuale del punk, a cominciare dal proto-punk degli anni Sessanta fino ai giorni nostri.
 

Nine Below Zero

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(Foto di Luca Muffatti)
 
Ritornano nel nostro bel paese per quattro date i Nine Below Zero nell’italian leg del tour promozionale del loro nuovo album Avalanche, pubblicato nell’ottobre 2019.
Dal vivo al Teatro Duse di Besozzo, in una calda atmosfera, con un pubblico attento (quasi 200 paganti) come da migliori tradizioni ecco di scena i Nine Below Zero. 
Giovedì, 13 Febbraio, 2020
redazione
Un solo concerto in Italia per l'attore e cantautore canadese Kiefer Sutherland. Ecco com'è andato il suo live al live al Fabrique di Milano

Public

Not Moving L.T.D.

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Ma chi vuoi che se li ricordi i Not Moving. Invece...
Invece.

Flying Colors

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Third Degree è la terza prova in studio dei Flying Colors, il supergruppo statunitense formato da Mike Portnoy (Dream Theater, the Winery Dogs, Sons of Apollo, Transatlantic), Neal Morse (Spock's Beard, the Neal Morse Band), Casey McPherson (alpha Rev), Steve Morse (Deep Purple, Dixie Dregs, Kansas) e Dave Larue (Dixie Dregs).
 

The Who

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WHO come semplice titolo per un ritorno che non può non fare notizia. Gli Who infatti hanno pubblicato un nuovo album di inediti nel quale Pete Townshend “ha cercato di stare lontano dal romanticismo e dalla nostalgia”, anche se in realtà i richiami al passato appaiono inevitabili, già a partire dalla copertina firmata da Sir Peter Blake, celebre per la cover del Sgt. Pepper’s dei Beatles e che per gli Who aveva creato anche l’artwork di Face Dances.
 

Mina Fossati

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Le parole che rompono i silenzi lunghi sono quelle a cui si presta più attenzione. E questo è un disco dedicato all’attenzione: come cura, come presenza, come profondità, ma anche alla leggerezza del qui ed ora. Al primo ascolto è già percepibile la ridondanza del tema del presente. Tuttavia un ascolto attento può garantire una fruizione su più livelli di intuizioni metaforiche. Le ultime parole del primo e dell’ultimo brano del disco sono proprio “qui” ed “ora”. Il presente più dinamico che i due potessero scrivere e interpretare.
 

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