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"Crepax a 33 giri" - Il grande fumettista oltre Valentina e a servizio della musica

Il catalogo completo con le oltre 300 immagini realizzate da Guido Crepax per le copertine dei dischi
di Leonardo Follieri
12 Dicembre 2020
Il suo nome è associato principalmente al personaggio di Valentina che gli ha permesso di ottenere fama internazionale, ma, prima che come fumettista, Guido Crepax ha realizzato tante copertine di dischi. Lo spiega bene Crepax a 33 giri, libro curato dal figlio del famoso disegnatore Antonio e dall’Archivio Crepax: il catalogo, delle stesse dimensioni di un LP, raccoglie le oltre 300 immagini disegnate e illustrate per le cover dei vinili da Guido Crepax, un lavoro svolto grazie al fratello Franco, uno dei padri della discografia italiana; è quest’ultimo, infatti, a suggerire inizialmente a Guido di disegnare alcune copertine, in modo da incuriosire gli ascoltatori e, perché no, invogliarli all’acquisto. Era stata una felice intuizione anni prima negli Stati Uniti, lo sarà anche in Italia.
 
È sempre più evidente, come sottolineato peraltro anche nell’excursus iniziale del libro: se certi dischi fanno parte della storia, per poi risuonare nel presente e accompagnare anche il nostro futuro, lo si deve anche alle copertine. Le cover sono ormai parte integrante della storia della musica: si pensi alla banana psichedelica di Andy Warhol per The Velvet Underground & Nico, o al collage di Peter Blake per il Sgt. Pepper’s dei Beatles, o ancora al prisma di Storm Thorgerson per The Dark Side Of The Moon dei Pink Floyd.
Negli Stati Uniti aveva compreso per primo il potenziale delle copertine il graphic designer Alex Steinweiss, art director e successivamente direttore commerciale della Columbia Records. Fu lui a convincere la casa discografica a investire più denaro per rendere maggiormente accattivante dal punto di vista grafico le copertine. Ed ecco che allora nel 1939 esce Smash Song Hits by Rodgers & Hart del 1939, una raccolta di brani scritti dal pianista Richard Rodgers e dal paroliere Lorenz Hart, con cover realizzata dallo stesso Steinweiss. Investimento più che riuscito. Sarà la prima di una lunga serie di copertine non solo per lui e non solo per gli Stati Uniti. In Italia, infatti, molti saranno a rendere più interessanti le cover, tra cui Mario Schifano, Cesare Monti, Hugo Pratt, Andrea Pazienza e tanti altri e, ovviamente, Guido Crepax.
 
Audiolibri, dischi di fiabe e canzoni per bambini, musica classica, italiana, rock, soprattutto musica jazz che era la sua grande passione... fondamentale è stato insomma il contributo di Crepax per le copertine musicali in più ambiti. La prefazione è di un appassionato collezionista come Giampiero Mughini e all’interno del libro sono inoltre presenti le testimonianze di Francesco Tullio Altan, Stefano Bollani, Franco e Valentina Crepax, Ricky Gianco, Paolo Fresu, Enrico Rava, Giancarlo Soldi e Luca Vicini.
Lo spazio più ampio è riservato alla copertina più nota di Guido Crepax: Nuda per i Garybaldi. È il 1972 quando esce l’album con questa celebre cover, che ha per protagonista Bianca e si apre poi in tre ante, contenenti una storia a fumetti, realizzata prendendo spunto dal disco. A Guido Crepax, all’epoca già noto in ambito fumettistico, viene commissionata la cover del primo album del gruppo prog, precedentemente conosciuto col nome di Gleemen. Come racconta il batterista Maurizio Cassinelli, è Franco Crepax, all’epoca direttore commerciale della CGD, ad affidare l’incarico a Guido. Il fumettista e il gruppo non si sono mai incontrati personalmente, ma Guido aveva potuto ascoltare l’album e da lì trarre ispirazione per quello che rimane uno degli apici della sua creatività.
Il volume si chiude con una storia a fumetti colorata in esclusiva per questo volume dall’Archivio Crepax. Tutto si riconduce dunque al Guido Crepax più conosciuto, ricordando però che la sua fantasia con la matita era andata oltre Valentina e anzi, nasceva da più lontano ed era stata messa a servizio della musica.
Le copertine hanno modificato la percezione dei dischi da parte del pubblico e di conseguenza hanno cambiato il mercato musicale, perché prima di tutto hanno alimentato sogni.