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Verdena

Milano, Fabrique
9 novembre 2015
Un impeto rock selvaggiamente controllato dal gruppo bergamasco in una nuova tappa dell'Endkadenz Vol. 2 Tour Club
di Leonardo Follieri
10 Novembre 2015
C'è ancora la musica di sottofondo prima del concerto, quando i Verdena guadagnano la scena del Fabrique di Milano per una nuova tappa dell'Endkadenz Vol. 2 Tour Club.
Il gruppo bergamasco accenna un saluto e poi parte con il suo live.
 
La scaletta è ovviamente caratterizzata dai brani dell'ultimo album, suddiviso nei due capitoli pubblicati rispettivamente a gennaio e ad agosto.
E allora, sulle note di Cannibale, inizia una serata in cui la band dimostra una buona compattezza rafforzata da Giuseppe Chiara, il turnista ingaggiato tramite un annuncio online, che si dimostra pezzo dopo pezzo essenziale e perfettamente al servizio della causa.
Le due parti di Fuoco amico, ma anche Dymo, Vivere di conseguenza o Colle immane sono intervallati da Nuova luce e Caños "in ricordo" degli album Wow e Requiem.
 
Gli effetti che "devastano" la voce di Alberto Ferrari nella versione live sono più consapevoli. Roberta Sammarelli saltella durante la maggior parte dei pezzi e si gira spesso a cercare la batteria di Luca Ferrari, ma non c'è bisogno di chissà quali accorgimenti perché tutti possano imboccare la stessa direzione.
Identikit, Nera visione, Puzzle non mancano, ma c'è tempo anche per Razzi arpia inferno e fiamme.
 
A fine concerto non mancano ovviamente i bis e, dopo Mina e Ultranoia, si torna all'"attualità" e a quello che ai Verdena sembra riuscire meglio: suonare esattamente quello che sono in questo momento. Ed è quindi giusto chiudere la serata con Un po' esageri e Waltz del Bounty.
 
Anche dopo l'ultimo brano i saluti sono frettolosi.
E in effetti è inutile perdersi in chiacchiere.
Meglio rimanere immersi nell'impeto rock selvaggiamente controllato dai Verdena.
 
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