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Elbow

Alcatraz, Milano
07 novembre 2019
Il proverbiale impatto live del gruppo di Manchester che ha da poco pubblicato "Giants Of All Sizes", trascinato dalla travolgente simpatia del frontman Guy Garvey
di Leonardo Follieri
08 Novembre 2019
Suonano insieme da una vita, sembrano amici del pubblico da sempre. Sono trascorsi sedici anni da quando suonarono l’ultima volta all’Alcatraz di Milano. In quell’occasione aprirono il concerto dei Blur e non fecero il soundcheck perché il gruppo principale doveva provare due brani nuovi. Ieri sera, dopo aver ricordato l’episodio, ha chiuso con un brindisi scherzoso a Damon Albarn.
Questo è stato solo uno dei tanti momenti di dialogo del frontman Guy Garvey con il pubblico che ieri ha potuto apprezzare gli Elbow in un concerto davvero memorabile. La band di Manchester ha pubblicato meno di un mese fa il nuovo album Giants Of All Sizes e questa è stata anche la prima data in cui ha presentato ufficialmente il lavoro, per nulla snaturato dal proverbiale impatto live.
 
L’apertura è affidata infatti alla prima traccia del nuovo lavoro, Dexter And Sinister, e il gruppo mostra subito la sua compattezza, derivante dai tanti anni in cui suona insieme, unita alle due violiniste/coriste che dimostreranno nel corso della serata di essere parte integrante di un suono che va dall’alternative, al rock e al pop, ma che è anche molto riduttivo incasellare in un genere specifico.
Dopo la tappa al Lucca Summer Festival della scorsa estate gli Elbow sono tornati insomma per condividere una sana passione con un pubblico inevitabilmente contagiato dalla simpatia di Guy Garvey, nonché dalle esplicite richieste di andare spesso a tempo con le mani, alternate ad altri piccoli gesti come il semplice movimento del palmo mentre tiene ancora stretto il suo microfono per ripetere lo stesso rito e sottolineare il ritmo del tamburello. E poi la sua voce calda su brani nuovi come Empires o White Noise White Heat si distingue anche su pezzi dei lavori precedenti come My Sad Captains o l’immancabile Grounds For Divorce, che peraltro risuonano come veri e propri inni intonati dai fan sempre più complici dello show. L’interazione arriva anche tramite i bis, con la melodia fischiettata di Lippy Kids in stile botta e risposta tra il solito Garvey e i presenti e con l’ultimo coro della serata che giunge sulle note di One Day Like This.
 
Niente assoli, spesso melodie ripetute e arricchite da un suono raffinato e mai scontato. Tutto però va in un’unica direzione appassionata, come quella che gli Elbow intraprendono idealmente con un numeroso gruppo di amici. Il pubblico si divide dalla band dopo quasi due ore di concerto e forse, dopo una serata così, non avverte nemmeno la pioggia che nel frattempo sta cadendo incessantemente su Milano.