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Punk - Arriva su Sky Arte il documentario prodotto da Iggy Pop e John Varvatos

Per quattro mercoledì consecutivi su Sky Arte andrà in onda "Punk" con tanti aneddoti, curiosità, immagini e interviste ai protagonisti dell'epoca
di Gabriele Padoa
04 Marzo 2020
Si intitola Punk il documentario in quattro puntate diretto da Jesse James Miller e prodotto da Iggy Pop e dallo stilista di moda suo amico John Varvatos, che finalmente sarà visibile anche in Italia e in particolare su Sky Arte (canale 120 e 400 di Sky) per quattro mercoledì consecutivi, a partire da oggi, 4 marzo, dalle 21.15 in poi. Ogni episodio è basato su un'epoca individuale del punk, a cominciare dal proto-punk degli anni Sessanta fino ai giorni nostri.
 
Centinaia di giovani che si accalcano davanti a un palco in locali piccoli e malfamati; pugni e calci; risse e scambi di sputi tra pubblico e band; sedie e bicchieri che volano sul palco; schizzi di birra che rimbalzano sui tom del batterista.
Il merito principale del documentario è proprio quello di far rivivere allo spettatore lo spirito del movimento che rivoluzionò il rock negli anni '70. Lo fa grazie alle testimonianze di chi visse in prima persona quell'epoca, e cioè tramite i protagonisti della scena americana (quella di Detroit e poi di New York) come MC5, Stooges, Iggy Pop, Blondie, New York Dolls, Ramones, County Wayne, e quelli della scena inglese come Damned, Clash, Runaways, Sex Pistols, The Slits. Vengono inoltre intervistati fotografi, stilisti, manager e giornalisti dell'epoca.
I testimoni ricordano quel periodo con un pizzico di nostalgia, ma anche con grande lucidità.
Marky Ramone ad esempio spiega con poche parole la differenza tra il punk americano e quello inglese: il primo fu puro divertimento, il secondo fu più politico e divenne un vero e proprio fenomeno sociale. Non mancano allora riferimenti al punk d'oltreoceano con i concerti in locali di New York molto piccoli come il Max's o il CBGB's (dove oggi peraltro sorge un negozio di abbigliamento di John Varvatos), mentre per il punk inglese non si può non citare, oltre al significato politico, lo stile punk, fondato dalla stilista Vivienne Westwood, grazie alla quale nacque una vera e propria comunità.
Il documentario poi è ricco di momenti ironici, nonché di reperti imprescindibili. Tra questi non poteva certo mancare l'intervista che i Sex Pistols rilasciarono il primo dicembre 1976 al programma tv inglese Today Show. Sid Vicious e compagni si presentano con fan e groupie al seguito. I giovani sono visibilmente ubriachi, fumano in studio e l'intervista si trasforma subito in uno scambio di insulti con il presentatore Bill Grundy dove Johnny Rotten e Steve Jones pronunciano in diretta e in piena fascia protetta alcune parolacce. L'episodio regala grande notorietà alla band, ma lo scandalo è tale che del previsto tour nel Regno Unito si terranno solo pochi concerti.
 
Insomma, come detto, il pregio principale di Punk è proprio quello di portarti ai concerti, nei negozi e per le strade di quell’epoca.
Ecco perché è un documentario imperdibile.