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"Io e Robert Johnson in giro per il mediterraneo"

Francesco Piu ha presentato il suo nuovo album, Crossing, in cui reinventa il repertorio del bluesman maledetto
di Luigi Maffei
23 Ottobre 2019
Francesco Piu è un uomo in blues, tanto per citare uno che con la musica nera ci andava d’accordo. Francesco Piu è soprattutto un musicista di razza, uno che ha suonato tanto, ovunque, uno che si è saputo fare le ossa dal vivo e in studio fino a diventare uno dei nomi più importanti del genere in Italia. Non è da tutti aprire i concerti ad artisti quali John Mayall, Joe Bonamassa, Johnny Winter, tanto per fare qualche nome. Riprendendo a citare, Francesco è un nero a metà. Perché il suo animo musicale si divide tra le radici nere degli States e la sua Sardegna.
 
L’ultimo disco, Crossing, è uno specchio della sua anima. Francesco ha preso in prestito il repertorio del bluesman maledetto per eccellenza, Robert Johnson, passandoci una mano di colore caldo del mediterraneo grazie al bouzuki, all’oud e a un tocco di elettronica che non guasta mai se usata con prudenza. Francesco ha presentato il disco dal vivo allo Spazio Teatro 89 di Milano e, poco prima dell’evento, lo abbiamo incontrato per parlare del disco e non solo. “Ho preso Robert Johnson e l’ho accompagnato in un viaggio per le sponde del mediterraneo. E’ stato un percorso molto interessante che ho potuto fare grazie a un bel numero di amici che mi è stata accanto”. L’elenco dei suoi amici musicisti è di ottima fattura: si passa da Gavino Murgia a Francesco Ogana, passando per Gino Marielli dei Tazenda fino a DJ Cris. “E’ stato bello contaminare il blues di Robert Johnson con tutti questi suoni così diversi. Un arricchimento che ha fatto bene a me e a tutti gli altri musicisti”.
 
Francesco ha presentato Crossing dal vivo, imbracciando la sua chitarra e facendo rivivere a modo suo il bluesman del Mississippi. “Il live è una componente fondamentale della mia musica – ha proseguito Francesco – Un modo di fare musica completamente diverso dallo studio. Se nel chiuso di una sala hai uno scambio con degli addetti ai lavori, su un palco ce l’hai con il pubblico, che ti dà una carica enorme. Soprattutto quando sono reduce da un viaggio lungo, faticoso, il pubblico ti ripaga dalla fatica e l’adrenalina mi sale a mille. E’ fantastico”.
 
Robert Johnson è uno dei miti di Francesco Piu, ma non solo. Nel suo background musicale c’è spazio per tantissimi artisti che lo hanno influenzato. Uno su tutti, Jimi Hendrix. “Eccolo qui (mostrando il suo volto tatuato sul braccio destro ndr). Con lui mi sarebbe piaciuto molto fare una jam. Era di un altro pianeta. Magari tra un bel po’ di anni lo incontrerò e la faremo insieme. Tra gli italiani mi sarebbe piaciuto tanto collaborare con Lucio Dalla e Gianmaria Testa, verso i quali ho una stima infinita”.
 
Francesco Piu sarà on the road fino alla primavera del 2020 portando un po’ ovunque il suo Crossing, in Italia e all’estero, con una novità. “A maggio suonerò per la prima volta in Russia, a Mosca. Spero sia divertente”.