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Gerardo Balestrieri – Quarto episodio di Anémic Cinéma in anteprima in esclusiva su Jam TV

Non un semplice concerto, ma uno spettacolo vero e proprio
14 Aprile 2020
“L’idea degli Anémic Cinéma è nata in questo momento della vita dopo l’ennesimo invito a dirette Facebook che non amo. Mi piace però suonare e cantare e vivo di questo. Per cui ho creato una situazione, partendo da un luogo psico-geografico che è casa e facendo un lavoro di detournement soprattutto intorno ai video”. Parla così di questa serie di concerti particolari e da lui stesso ideati Gerardo Balestrieri. Il cantautore apolide, polistrumentista e interprete plurifinalista al Tenco ha infatti deciso di dar vita ad alcuni spettacoli veri e propri che vanno sotto il nome di Anémic Cinéma Concerts (#ACconcerts): “In questi show ci sono canzoni che di solito eseguo nei locali ma non mi soddisfaceva la pura esecuzione casalinga... troppo scontata – spiega l’artista. – Così ho pensato allo schermo, alle immagini da applicare e da commentare, da seguire con le canzoni... Gli A. C. non li avevo concepiti come un tour, stavo portando in giro il mio disco nuovo prima del blocco totale (dovuto ovviamente a causa del coronavirus, ndr)”.
 
Dopo i primi tre appuntamenti, eccoci allora giunti al quarto Anémic Cinéma Concert che noi vi proponiamo in anteprima, uno spettacolo in cui Gerardo Balestrieri spazia da brani del suo repertorio a quelli di Serge Gainsbourg, Paolo Conte, Leonard Cohen, Leo Ferré, come si può notare leggendo la scaletta: 1. Blues del Putagè (G. Balestrieri); 2. La giostrina del progresso (G. Balestrieri - B. Vian); 3. Canzone nascosta (G. Balestrieri); 4. Son snob (G. Balestrieri - B. Vian); 5. Le Poinçonneur des Lilas (S. Gainsbourg); 6. Jimmy, Ballando (P. Conte); 7. L'ami caouette (S. Gainsbourg); 8. Dance Me to the End of Love (L. Cohen); 9. L'étranger (Leo Ferré); 10. Tom is waiting for (G. Balestrieri); 11. Barcelone (B. Vian); 12. C'est si bon (H. Betti - A.Hornez).
“Ho immaginato due figure come Duke Ellington e Louis Armstrong che mi facessero compagnia e ho usato altri video che avevo già applicato ad alcune mie canzoni tempo fa – racconta ancora Balestrieri. – Mi son divertito nel far dirigere a Duke le mie esecuzioni, anche nel presentarle. E così con Armstrong a cui ho fatto cantare il Blues del Putagè... poi io ho cantato sul suo labiale C'est si bon...”:
 

 
Il nuovo album al quale faceva riferimento prima Gerardo Balestrieri è Canzoni del mare salato, dedicato alle avventure di Corto Maltese, e infatti è partita proprio da qui la serie degli Anémic Cinéma Concerts, che il cantautore descrive in questo modo: “Ho cercato di riprodurre lo spettacolo multimediale che presento di solito in duo col contrabbasso e la sonorizzazione. Per cui alle canzoni dedicate a Corto Maltese ho aggiunto oggetti, nuovi strumenti e cambi di scena minimali”. Le immagini sono comunque sempre parte integrante di questi show, sin dal primo momento: “Con Canzoni del mare salato avevo già applicato il film di Duchamp, Anémic Cinéma appunto, che è del 1926, cronologicamente perfetto per un album che narra cronologicamente avventure dal 1913 al 1923. Non solo per questo... sono molto legato a questo film... la mia foto profilo su Facebook è una spirale da sempre, mai cambiata (e quindi riprende proprio l’insieme di dischi ottici ruotanti in alternanza con immagini scritte a spirali proprio come nel film di Duchamp, ndr)”.
 
Gli Anémic Cinéma Concerts non si esauriscono qui, spiega poi Balestrieri: “Vorrei farne uno tutto al femminile con in video Joséphine Baker, Juliette Gréco, Billie Holiday, Ella Fitzgerald, Nina Simone e altre ma è difficile. Viviamo in sei tra umani e animali in casa. E poi vorrei riprendere Nosferatu il vampiro di Murnau, adesso che abbiamo più luce del sole per sconfiggere i vari virus. Sto preparando anche una bella cosa per il 25 aprile...
Ho ricevuto un invito interessante... Non in diretta”.
E infine, riguardo a come si evolveranno o vorrebbe si evolvessero i suoi spettacoli ha dichiarato: “Penso di portare questo lavoro all’esterno appena possibile, anche per strada... dove capita. Da oggi più che mai ogni luogo può divenire un palco, un teatro, un bar, un’arena... evitando il bagno... che ha una buona acustica, ma non è un luogo elegante (ride, ndr)”.