I cuori infranti di Adam e Binki

Il rocker dei Moldy Peaches e la cantante dei Little Joy intrecciano le voci in un disco di canzoni d’amore che pare inciso nel '68
Di Claudio Todesco
30 Aprile 2013

Visti di sfuggita somigliano a Serge Gainsbourg e Jane Birkin. Lui è Adam Green, già leader dei Moldy Peaches e songwriter dall’ottima fama underground. Lei è Binki Shapiro, compagna di cover di Beck, un passato nei Little Joy, un presente anche da modella. Il loro disco, che s’intitola semplicemente Adam Green Binki Shapiro, non è diverso da come lo s’immagina guardando la copertina: è una raccolta di delizie folk-pop dalla morbidezza rétro degna di Lee Hazlewood e Nancy Sinatra.

Giocate sull’alternanza fra voce maschile e femminile – quella di lei è dolcissima, di estensione modesta, ma mai troppo statica – le canzoni esplorano il confine sottile che separa appagamento e malinconia, sogno e disillusione, in un gioco di rimandi al pop vintage. Ecco allora armonie vocali soffici e colorite, strumentazione acustica abbinata a melodie pop, linee vocali che sembrano uscite da un 45 giri anni ’60. E un bel po’ di riverbero, come usava un tempo. Ma le tracce migliori possiedono una tale grazia e una leggerezza ispirata da redimerle dalla dimensione della mera imitazione. I due non inventano nulla, però interpretano il copione del duetto – quello che da Hazlewood-Sinatra arriva sino a Campbell-Lanegan – con complicità armoniosa, in un’atmosfera di intimità che non sconfina mai nel quadretto dolente, né nell’ammiccamento sensuale, che pure era una strada percorribile.

I due non si presentano come amanti, ma come complici. Erano entrambi reduci da storie finite male e così amori e sconforti, tradimenti e malinconie sono confluiti nei testi, nonostante le musiche siano per lo più candide e serene. «È come se avessi scritto il breakup album di Binki e lei il mio. Metti da parte la vanità quando sai che le tue parole saranno cantante da un’altra persona», spiega Green. «Però non è stato facile sottoporre le mie idee al vaglio di qualcun altro», confessa Shapiro. Ne è valsa la pena. Dal progetto lei esce benissimo, pronta persino a diventare un’iconcina di femminilità charmante e lievemente diafana.

Adam Green suonerà (senza Binki Shapiro) il 29 maggio a Sestri Levante (Mojotic Festival) e il 30 a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano (Carroponte). Informazioni qui. È possibile che torni in Italia in estate, questa volta affiancato da Shapiro.