recensione album

MIEN

Image: 
I MIEN sono una sorta di supergruppo psichedelico contemporaneo, i cui quattro membri vengono tutti da band diverse: Alex Maas (The Black Angels), Tom Furse (The Horrors), Rishi Dhir (Elephant Stone) e John-Mark Lapham (The Earlies).
 
Le prime tracce della collaborazione tra i musicisti risalgono addirittura al 2004, ma l’album di debutto è arrivato soltanto ora e, attraverso dieci brani, esplora le sonorità eclettiche che derivano dalle radici psych-rock del quartetto.

Manic Street Preachers

Image: 
Il tredicesimo album dei Manic Street Preachers ha avuto una gestazione piuttosto lunga e difficile; arriva a quattro anni di distanza dall’ultimo Futurology (che abbiamo recensito qui), che esplorava territori vicini al krautrock e l’anno scorso il bassista Nicky Wire aveva espresso dubbi sull’uscita di un nuovo disco.

Editors

Image: 
Il sesto album degli Editors, Violence, mette subito le cose in chiaro a partire dalle due tracce iniziali: la prima (Cold) è un brano pop dalla produzione elettronica moderna, che non sfigurerebbe in un disco dei Bastille ad esempio, mentre la successiva Hallelujah (So Low) mescola elettronica e rock drammatico ricordando i Muse.
Sono due lati della produzione recente della band di Birmingham, sempre più tesa verso suoni “da classifica”, pur mantenendo una certa dose di oscurità e spirito alternativo.
 

The Fratellis

Image: 
Sono passati quasi 12 anni dal debutto dei Fratellis con Costello Music; usciva a settembre 2006 e la band scozzese entrava così sulle scene prepotentemente con brani trascinanti come Chelsea Dagger, Flathead ed Henrietta.

Simple Minds

Image: 
Dopo meno di quattro anni da Big Music e a breve distanza da Acoustic, i Simple Minds hanno pubblicato il diciottesimo album Walk Between Worlds. Se lungo tutti gli anni ’90 e parte del nuovo millennio la band sembrava in un vicolo cieco, a partire dal tour 5X5 del 2012 Jim Kerr e compagni si sono riappropriati del repertorio dei primi anni ’80.

Noel Gallagher's High Flying Birds

Image: 
Nell’anno in cui ha fatto il suo debutto da solista il fratello Liam (che abbiamo recensito qui), è uscito anche il terzo album dei Noel Gallagher’s High Flying Birds. Noel è da sempre il fratello più creativo dei due e ha voluto confermarlo in questo disco, affidando la produzione al DJ e musicista David Holmes (che negli anni ha remixato brani di U2, Doves, Manic Street Preachers e Primal Scream).

Neil Young + Promise of the Real

Image: 
Neil Young è da sempre un artista decisamente prolifico, con tantissimi album pubblicati e quasi altrettanti registrati, scartati ed eventualmente recuperati. Quest’anno non è da meno, con due album all’attivo: il disco acustico Hitchhiker (che abbiamo recensito qui) registrato nel 1976 e tenuto nel cassetto fino ad ora e il nuovo album di inediti The Visitor.

Morrissey

Image: 
Gli ultimi anni sono stati particolari per Morrissey, tra alti (l’autobiografia e il bel disco del 2014 World Peace Is None Of Your Business) e bassi (il romanzo List Of The Lost e i vari commenti su Brexit, UKIP e polizia di Roma). Tutto sommato, per un artista da sempre abituato ad essere controverso, sono stati semplicemente anni emblematici del suo carattere.
 

Robert Plant

Image: 
Se negli anni ’80 e ’90 la carriera solista di Robert Plant deluse molti, rimanendo troppo legata al peso dell’eredità dei Led Zeppelin, nel nuovo millennio è emerso un artista ritrovato, capace di unire folk, blues, rock psichedelico, R&B e influenze africane e mediorientali.
E grande merito va senz’altro anche al gruppo di musicisti che lo accompagna ormai da un po' di tempo, i Sensational Space Shifters.
 

Pagine

Subscribe to recensione album