recensione album

Johnny Marr

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L’ex chitarrista degli Smiths è giunto ormai al terzo album da solista, dopo gli ottimi tentativi di The Messenger (2013) e Playland (2014), all’interno dei quali c’era abbastanza materiale per un unico grande album di esplorazioni post-punk e in cui ha mostrato di poter essere un frontman, con una voce a metà tra l’ex compare Morrissey e Bernard Sumner (New Order).

Father John Misty

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Dopo aver lasciato i Fleet Foxes nel 2012, Joshua Tillman è ritornato alla carriera solista, non più con il nome J. Tillman con cui realizzò otto album fino al 2010, ma introducendo l’alter ego Father John Misty. Con questa denominazione è arrivato al quarto album, God’s Favorite Customer, uscito a breve distanza da Pure Comedy, tra i migliori album dello scorso anno.

MIEN

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I MIEN sono una sorta di supergruppo psichedelico contemporaneo, i cui quattro membri vengono tutti da band diverse: Alex Maas (The Black Angels), Tom Furse (The Horrors), Rishi Dhir (Elephant Stone) e John-Mark Lapham (The Earlies).
 
Le prime tracce della collaborazione tra i musicisti risalgono addirittura al 2004, ma l’album di debutto è arrivato soltanto ora e, attraverso dieci brani, esplora le sonorità eclettiche che derivano dalle radici psych-rock del quartetto.

Manic Street Preachers

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Il tredicesimo album dei Manic Street Preachers ha avuto una gestazione piuttosto lunga e difficile; arriva a quattro anni di distanza dall’ultimo Futurology (che abbiamo recensito qui), che esplorava territori vicini al krautrock e l’anno scorso il bassista Nicky Wire aveva espresso dubbi sull’uscita di un nuovo disco.

Editors

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Il sesto album degli Editors, Violence, mette subito le cose in chiaro a partire dalle due tracce iniziali: la prima (Cold) è un brano pop dalla produzione elettronica moderna, che non sfigurerebbe in un disco dei Bastille ad esempio, mentre la successiva Hallelujah (So Low) mescola elettronica e rock drammatico ricordando i Muse.
Sono due lati della produzione recente della band di Birmingham, sempre più tesa verso suoni “da classifica”, pur mantenendo una certa dose di oscurità e spirito alternativo.
 

The Fratellis

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Sono passati quasi 12 anni dal debutto dei Fratellis con Costello Music; usciva a settembre 2006 e la band scozzese entrava così sulle scene prepotentemente con brani trascinanti come Chelsea Dagger, Flathead ed Henrietta.

Simple Minds

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Dopo meno di quattro anni da Big Music e a breve distanza da Acoustic, i Simple Minds hanno pubblicato il diciottesimo album Walk Between Worlds. Se lungo tutti gli anni ’90 e parte del nuovo millennio la band sembrava in un vicolo cieco, a partire dal tour 5X5 del 2012 Jim Kerr e compagni si sono riappropriati del repertorio dei primi anni ’80.

Noel Gallagher's High Flying Birds

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Nell’anno in cui ha fatto il suo debutto da solista il fratello Liam (che abbiamo recensito qui), è uscito anche il terzo album dei Noel Gallagher’s High Flying Birds. Noel è da sempre il fratello più creativo dei due e ha voluto confermarlo in questo disco, affidando la produzione al DJ e musicista David Holmes (che negli anni ha remixato brani di U2, Doves, Manic Street Preachers e Primal Scream).

Neil Young + Promise of the Real

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Neil Young è da sempre un artista decisamente prolifico, con tantissimi album pubblicati e quasi altrettanti registrati, scartati ed eventualmente recuperati. Quest’anno non è da meno, con due album all’attivo: il disco acustico Hitchhiker (che abbiamo recensito qui) registrato nel 1976 e tenuto nel cassetto fino ad ora e il nuovo album di inediti The Visitor.

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