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Supertramp, “Breakfast In America”

Il sarcasmo britannico reinventa la Statua della Libertà e i Supertramp travolgono gli Stati Uniti con Goodbye Stranger
Di Roberto Vivaldelli
29 Ottobre 2013

Breakfast In America dei Supertramp non è solo il disco di The Logical Song, Goodbye Stranger e Take The Long Way Home. È anche l’album che ha battuto Remain In Light dei Talking Heads e In Through The Out Door dei Led Zeppelin nella corsa al Grammy del 1980 per la miglior package. Per confezionarlo, il gruppo si affida ai designer Mike Doud e Mick Haggerty, che tentano di rappresentare gli umori della band inglese dopo il trasferimento negli Stati Uniti. Nel farlo, s’ispirano alla Statua della Libertà.

Il monumento che dà idealmente il benvenuto a chi arriva negli States è sostituito in maniera dissacrante dalla formosa cameriera Libby, che con una mano tiene un menù dove campeggia la scritta «Breakfast In America», mentre con l’altra innalza un piatto su cui regge un succo di frutta. Sullo sfondo viene illustrata una New York caricaturale formata da stoviglie e bottiglie. Alle torri del World Trade Center tocca la stessa sorte: hanno le sembianze di due pile di scatole. Tutta Manhattan è diventata una gigante dispensa galleggiante, vista dal finestrino di un aereo. Secondo il sassofonista John Helliwell, «la copertina esprime in modo beffardo il nostro stato mentale e fisico in quel momento».

Traendo ispirazione dal titolo dell’album, Doud ha pensato ad altre rappresentazioni caricaturali, tra cui una Monument Valley inondata di latte e corn flakes. Se lui spiana la strada, ci pensa Haggerty a proporre la versione finale della copertina. O quasi. Già, perché nelle sue intenzioni, Libby doveva essere una modella più vicina ai canoni di bellezza standard. E invece la band preferisce l’imponente Kate Murtagh della Ugly Model Agency, dando così all’artwork un pizzico di originalità. Murtagh seguirà il gruppo in tour, diventando una sorte di mascotte.

Nel retrocopertina è possibile vedere i musicisti impegnati a far colazione al Bert’s Mad House serviti dall’immancabile Libby. Aaron Rapoport li fotografa mentre leggono quotidiani britannici. Lo scatto sembrerebbe risalente agli anni ’50 se non fosse per le folte chiome e incolte barbe del gruppo. Nonostante lo humour, i Supertramp hanno trovato negli States la loro patria adottiva, che ha consentito loro di raggiungere il successo planetario. Da allora, la copertina di Breakfast In America è famosa quasi quanto le note di Goodbye Stranger.