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The Dark Stuff

Nick Kent
Arcana
Peccatori, viziosi e dannati: le vite perdute di 24 rocker. Il giornalista inglese Nick Kent raccoglie e rielabora alcuni dei suoi migliori articoli
Di Donato Zoppo
02 Gennaio 2013

Syd Barrett catatonico, Brian Jones perfido e narciso, il “killer” Jerry Lee Lewis e il maledetto Johnny Thunders, gli Happy Mondays in un letto in fiamme, Keith Richards risorto dalle overdose, Roky Erickson perso nelle nebbie e Lou Reed con le croci celtiche sui capelli rasati. Un campionario di umanità derelitta e schiava dei propri eccessi. Un catalogo di celebri rockstar raccontate da un giornalista che ha vissuto un’epoca d’oro e dannazione, di grandi numeri in classifica e miserie umane, di lustrini e nefandezze. Nick Kent ha raccolto alcuni dei suoi migliori pezzi per testate come NME, Mojo e Spin, dando ad alcuni una nuova veste di saggio: è il caso dei magnifici excursus su Rolling Stones e Beach Boys, in particolare il secondo, a tratti straziante nel raccontare la maledizione di Brian Wilson. L’autore affronta la sua Dark Stuff con ironico distacco: ha visto le difficoltà di Johnny Cash, la decadenza di Serge Gainsbourg e la tragedia di Sid Vicious, ne è uscito con qualche acciacco e non si lancia in moralismi di sorta. Anzi si chiede: «Un’alternativa? Una lunga vita e un mondo pieno di miti musoni come Belle And Sebastian».