Tu sei qui

Collana Soul Books

Vololibero Edizioni
Dopo la prima tranche, la collana "Soul Books" viene ulteriormente impreziosita da cinque nuove pubblicazioni che riguardano altri giganti del genere
di Roberto Caselli
19 Giugno 2017
Gianni Del Savio – Nina Simone
Carlo Bordone – Curtis Mayfield
Alex Righi – Sam Cooke
Eddy Cilìa – James Brown
Antonio Bacciocchi – Ray Charles

 
 
Dopo la prima tranche che ha visto pubblicare Aretha Franklin, Al Green, Marvin Gaye e Otis Redding (della quale avevamo parlato qui), la collana Soul Books viene ulteriormente impreziosita da cinque nuove pubblicazioni che riguardano altri giganti del genere: Nina Simone, Curtis Mayfield, Sam Cooke, James Brown e Ray Charles. Andiamo per ordine e partiamo subito dal ritratto della grande Nina Simone che Gianni Del Savio, certamente uno dei maggiori esperti del genere, ha tratteggiato per lei. Già il sottotitolo Il piano, la voce e l'orgoglio nero la dicono lunga sul personaggio che proprio su questi punti ha scandito la sua carriera. Parlare di soul music per lei è certamente riduttivo, visto che si è mossa con disinvoltura tra il genere classico, il blues e il jazz, trattando temi che vanno dall'esistenziale fino a quello politico. La genialità musicale va però di pari passo con la sua insicurezza che la porta a doversela vedere con attacchi di paranoia sempre più difficili da tenere a bada che comportano anche lunghi momenti di silenzio, sempre però compensati da nuove produzioni di altissimo livello.
 
La vita e l'opera di Curtis Mayfield diventano invece materiale di scrittura per Carlo Bordone che ne tratteggia la carriera ricordando la sua produzione di "genio gentile" insieme al suo impegno politico. In un arco di tempo che abbraccia quasi quarant'anni di musica si segnala come uno degli artefici dell'innovazione dell’r&b, ma anche come personaggio di rilievo della blaxploitation per cui scrive, insieme a Isaac Hayes, alcune tra le colonne sonore più significative di quel filone cinematografico che, con una certa dose di ambiguità, cerca di svegliare la dignità razziale del pubblico afroamericano. Nel decennio successivo non disdegna neppure la disco music e cerca di dare il suo apporto per tutti gli anni '90 utilizzando la nuova tecnologia che si sta imponendo, anche se è fortemente limitato da un incidente sul palco che gli ha causato la rottura della spina dorsale e la conseguente paralisi dal collo in giù.
 
Sam Cooke è certamente una delle figure primigenie del soul, colui che in qualche modo ne ha tracciato la strada. Alex Righi nel suo saggio, che deve il titolo all'incipit del pezzo più noto di Cooke, A change is gonna come, si sofferma sulla biografia, ma anche e soprattutto sul ruolo che Sam ha avuto come cantante di gospel, genere dal quale il soul prende forma.
Bello il paragone che l'autore fa con Muhammad Ali quando parla della disinvolta con cui Sam riesce più volte a uscire dall'angolo in cui è costretto. Il libro si sofferma anche in modo consistente sulla tragedia che ha fermato vita e carriera di Cooke, in una vicenda mai completamente chiarita che ancora oggi è oggetto di studi e investigazioni.
 
Gli ultimi due libretti, dedicati a James Brown e Ray Charles, sono stati rispettivamente scritti da Eddy Cilìa e Antonio Bacciocchi. Niente che non sia già stato ampiamente trattato, naturalmente, ma anche una bella sintesi in cui si possono cogliere le grandezze dei due personaggi. Il primo, The Godfather of the soul, un istrione che ha saputo spostare il rhythm'n'blues verso il funky e addirittura mettere le basi per il primo rap; il secondo, The Genius, che ha avuto il coraggio di portare il gospel fuori dal contesto religioso per dargli una forma profana che ha letteralmente scandalizzato le Chiese protestanti americane degli Anni '50. Vita, morte e miracoli in poco più di cento pagine dense di aneddoti e incredibili biografie che rappresentano un bell’approccio per tutti coloro che vogliono addentrarsi in questo mondo.