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Rodríguez

Searching For Sugar Man
Sony Pictures
L’incredibile storia di Jesus Sixto Rodríguez, il folksinger di origine messicana “riportato in vita” da due sudafricani
Di Pippo Piarulli
25 Giugno 2013

Searching For Sugar Man è il film che ha vinto l’Oscar 2013 come miglior documentario. Narra di due sudafricani, Stephen Segerman e Craig Bartholomew, e della loro particolare e incredibile caccia. È una storia di amore e passione per la musica. È la storia di Jesus Sixto Rodríguez, artista di Detroit d’origine messicana che negli anni '70 pubblica due album senza conseguire successo negli Stati Uniti. Fa un tour in Australia dove ottiene un tiepido successo, ma senza saperlo, i suoi album diventano autentici best seller in Sud Africa, dove la raccolta At His Best è disco di platino. Alcune sue canzoni diventano inni anti-apartheid e l’artista diventa fonte d’ispirazione per tanti giovani liberal bianchi e tutto senza che lui ne abbia il minimo sospetto. All’inizio degli anni '90 i suoi due album Cold Fact del 1970 e Coming From Reality del 1971 sono pubblicati in cd in Sud Africa e il suo nome torna a circolare, ma nulla si sa della sua vita: la leggenda dice che si sia suicidato.
Sul finire degli anni ’90 i sopraccitati Stephen e Craig, ossessionati dal mito di Rodríguez, scoprono seguendo esili tracce che Sixto è vivo e vegeto. Pubblicano la notizia su un blog e ricevono la risposta di Eva, una delle tre figlie di Rodríguez: il contatto è stabilito. Pur continuando a essere interessato alla musica, l’artista lavora nel settore delle costruzioni e non immagina che in Sud Africa «è più grande di Elvis».

La meravigliosa storia prosegue: viene organizzato un tour in Sud Africa e nel marzo 1998 Sixto e le sue figlie volano a Cape Town, accolti da tappeto rosso, paparazzi e folla festante. I sei concerti di quel tour, superano i 60 mila spettatori complessivi. Rodríguez inizia i concerti con un «Grazie per avermi riportato in vita». Nel corso degli anni, Rodríguez torna a suonare in Sud Africa, ormai sua terra adottiva, ma anche in Inghilterra, in Australia e Olanda. E viene riscoperto negli USA. Ed essendo una storia che sfiora la fantascienza, dona ad amici e parenti la gran parte dei ricavi guadagnati in questi tour e grazie alle royalties dei dischi ristampati.

Il documentario è accompagnato da una colonna sonora che ne è il perfetto complemento: testi e melodie dylaniane per gioielli di semplice perfezione. Una voce leggermente nasale che sta a mezza via tra quella di Jim Croce e José Feliciano, uno stile che passa dal soul psichedelico al folk fino al jazz-rock stile Van Morrison di Astral Weeks. E testi intensi, come quelli di Wonder («Mi chiedo perché ci siano lacrime negli occhi dei fanciulli e mi chiedo perché un soldato debba morire») o Can’t Get Away («La mia scuola sono stati i marciapiedi della mia città, a ogni angolo più spietati»).
Si dice che il tempo è galantuomo e alla fine Sixto ha avuto la sua ricompensa...