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Paolo Conte

Conservatorio di Milano, Sala Verdi
27 Novembre 2014
Standing ovation per il cantautore nel primo dei tre live al Conservatorio di Milano del suo International Tour 2014/2015
di Leonardo Follieri
28 Novembre 2014
Un incedere lento. Sembra quasi stanco quando guadagna il centro della scena e si avvicina al microfono. Però, non appena inizia il concerto, pare di scorgere sin dal suo sguardo un sentimento, trasposto in quella voce inconfondibile che scivola con soavità sui tasti del suo pianoforte. E tutto allora assume una dinamica imprevedibile, guidata dall'esperienza di una vita.
Paolo Conte non può passare inosservato e non di certo perché i suoi ottimi musicisti indossano lo smoking e lui preferisce un abbigliamento più casual.
Il cantautore non può non farsi notare per altri motivi, a partire dal modo di cantare in cui va per la sua strada, infischiandosene di qualsiasi schema precostituito. Un gorgheggio in più o in meno, un sussurro o un semplice soffio possono tessere sempre nuove trame, in grado di stupire il pubblico ogni volta in maniera diversa.
 
Assistere a un qualsiasi live di Paolo Conte significa vivere sempre uno spettacolo differente, al di là della scaletta. Si sa che l'ex avvocato di Asti a un certo punto ricorderà che "Alle prese con una verde milonga il musicista si diverte e si estenua" (Alle prese con una verde milonga) o che "Le donne odiavano il jazz e non si capisce il motivo" (Sotto le stelle del jazz). Per non parlare poi delle affascinanti sferragliate del suo chitarrista nei dieci minuti di Diavolo Rosso.
Eppure il trasporto del cantautore nei confronti dei suoi stessi brani è pressoché totale, nonostante alla veneranda età di 77 anni suoni sempre meno il piano durante un concerto. Risulta infatti persino difficile descrivere il suo istinto artistico, in quanto è paragonabile alla maestria di emozionare, dosata nella giusta misura per ognuno dei presenti: tutti recepiscono il messaggio in una maniera differente, ma ognuno ne riconosce l'unicità.
E allora lo si immagina sorseggiare un buon bicchiere di vino in tranquillità, quando vive, osserva e descrive il suo amoroso e sofferto Gioco d'azzardo o quando parla di Max. O lo si vede passeggiare in Una giornata al mare o andare a modo suo in Argentina per ricordare, in quest'ultimo caso, che da poco ha anche pubblicato Snob, nuovo album di inediti.
 
Per molti brani l'applauso parte sin dalle prime note e diviene sempre più caloroso e spontaneo alla fine, non soltanto per l'immancabile Via con me.
Quel lento incedere iniziale si è trasformato nel passo sereno di un gladiatore silente che ha trionfato al termine dell'ennesima battaglia con la forza della sua arte. Standing ovation.
 
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