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Lauryn Hill

Parma, Parco Della Cittadella - Cittadella Music Festival
22 giugno 2018
Ms. Lauryn Hill ha celebrato i vent'anni di "The Miseducation of Lauryn Hill" anche a Parma per la sua unica tappa in Italia
di Federica Muciaccia
27 Giugno 2018
Sono passati vent'anni da quando la regina del neo-soul ha scalato le classifiche mondiali con il suo primo album da solista The Miseducation of Lauryn Hill, dopo il quale aveva dichiarato di volersi allontanare dallo show business. Il ritorno sulle scene di venerdì scorso è stato infatti molto lontano dall'idea di uno spettacolo autocelebrativo.
 
Ms. Lauryn Hill si è esibita all'interno della rassegna del Cittadella Music Festival, nella città di Parma, per un'unica data italiana, in un contesto raccolto di fan nostalgici e fedeli.
Un'apertura in perfetto stile black: ad aprire la Hill è stato infatti un dj set di classic hip hop, che ha subito proiettato il pubblico a ricordi di vecchia data e immaginari d'oltreoceano che richiamano la tanto amata serie tv sulla storia dell'hip hop, The Get Down.
Ms. Lauryn Hill è salita sul palco vestita di bianco, cappello a falda larga nero, occhiali da sole. Non è più la promettente adolescente di Sister Act 2, ma la sua voce sembra avere ancora la stessa potenza di allora.
Everything Is Everything apre lo show. Sul palco con la band tre coriste e rapper di supporto. Grandi classici stravolti in arrangiamenti virtuosi e impeccabili passando dal rap più violento e viscerale con Lost Ones, Final Hour, a più delicati momenti soul e spiritual con To Zion, Ex-Factor, Turn Your Lights Down Low (cover di Bob Marley And The Wailers), fino alla versione reggae del successo di Frankie Valli (e non solo) Can't Take My Eyes Off Of You.
Nella celebrazione di un lavoro dalla struttura varia, articolata ma di grande impatto emotivo, c'è anche spazio per un salto tra i successi dei Fugees, con cui la Hill asseconda la smania del pubblico più pop. "Diseducati" come Lauryn, i presenti abbandonano i posti a sedere per ballare sulle note di Ready or Not, Killing Me Sofly Fu-Gee-La. Grande entusiasmo, ma anche assoluto e rispettoso silenzio, come sui giochi vocali della Hill nel lasciare in estatica sospensione le note di Killing Me Softly.
Poche pause tra un brano e l'altro, poche parole, tanta musica, tanta grinta e impeccabile professionalità. Lo show di Ms. Lauryn Hill si è chiuso senza esitazioni con la tanto aspettata Doo Wop (That Thing).
A risalire sul palco, dopo gli applausi, solo i musicisti, che hanno regalato un sottofondo alla discesa della Hill tra la platea, che ha ringraziato il pubblico con autografi, saluti e sorrisi sinceri.
 
Un'artista che ha riconfermato il suo talento, una voce tra le più connesse, una donna più matura, ma anche più “diseducata” che mai.