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Dave Gahan & Soulsavers

Milano, Fabrique
4 novembre 2015
Intensa esibizione del frontman dei Depeche Mode, tra brani nuovi con i Soulsavers e inevitabili classici
di Francesco Taranto
05 Novembre 2015
In un Fabrique al completo (e persino con un parterre più esteso rispetto ad altri concerti) si è tenuta ieri l'unica tappa italiana del mini tour di Dave Gahan & Soulsavers. Il pubblico probabilmente è qui per vedere il frontman dei Depeche Mode dal vivo prima del prossimo album.
Ma a prescindere da quale sia la ragione del pienone, l'accoglienza dei fan italiani è calorosissima appena Gahan fa il suo ingresso in scena per cantare insieme ai Soulsavers i pezzi del nuovo album Angels & Ghosts. E sul palco non ci sono solo i membri classici del gruppo, Ian Glover e Rich Machin, ma sono addirittura in otto tra batteria, basso, tastiere, due chitarristi e tre coriste sullo sfondo.
 
L'inizio è affidato all'orchestrale In The Morning, da The Light The Dead See del 2012, primo album dei Soulsavers insieme a Gahan. Poi seguono i tre nuovi brani ShineYou Owe Me e Tempted (esattamente nell'ordine dell'album) che spostano subito l'atmosfera su un rock blues lento e con molte incursioni gospel. La band fornisce un ottimo supporto, ma la star è chiaramente Gahan, con il suo classico timbro baritonale e, a tratti, qualche sua movenza tipica. Naturalmente molto più composto rispetto ai concerti con i Depeche Mode, Gahan però sorprende il pubblico con un assolo di armonica su Tonight, per poi lanciarsi sul singolo All Of This And Nothing. Il brano più intenso e toccante è Presence of God, dove, su un semplice arpeggio di chitarra acustica, Gahan regala una delle interpretazioni più emozionanti della serata.
Il brano più classicamente rock è Don't Cry, il gospel domina invece in Take Me Back Home, con tanto di coro finale call-and-response. L'incedere dei pezzi è sempre piuttosto simile: brani di rock-blues basati su arpeggi di chitarra ed elementi orchestrali e/o elettronici, esemplificati al massimo in The Last Time e nella conclusiva My Sun.
 
Giunta l'ora dei bis, Gahan annuncia che sono in arrivo dei brani che il pubblico riconoscerà e seguono infatti due suoi pezzi solisti (Kingdom e Dirty Sticky Floors), accolti molto bene dai fan, sebbene non siano dei veri e propri classici. Il finale col botto è composto, invece, da una bella versione piano-voce di Condemnation e da Walking In My Shoes, brani che infiammano la serata e che mettono inevitabilmente in risalto il successo lungo, duraturo e ancora tangibile del cantante insieme ai Depeche Mode.
 
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