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Temples

Volcano
Fat Possum, Heavenly
Il quartetto inglese ha deciso di rivoluzionare il proprio suono rispetto all'album d'esordio
di Francesco Taranto
27 Marzo 2017
Se il secondo album è sempre difficile, il quartetto inglese dei Temples, formatosi nel 2012, ha deciso di rivoluzionare completamente il proprio suono per dare vita a Volcano. A tre anni di distanza dall’esordio di Sun Structures, mettono da parte le chitarre acustiche e i suoni "pastorali" del primo disco per dare vita a un efficacissimo mix di sintetizzatori, rock cabaret in stile Sparks, aperture pop da Beach Boys e una sempre viva nostalgia del rock britannico anni '60.
 
Sono i synth a guidare quasi sempre la melodia, a partire dall’ottimo inizio di Certainty, che fissa subito quale sarà il mood dell’album: tastiere in primo piano, la voce di James Bagshaw spesso in falsetto (e molto più chiara rispetto al riverbero usato nel primo disco), melodie e ritornelli più attraenti e orecchiabili. L’effetto è un caleidoscopio di suoni, colori e influenze da cui emergono qui e là melodie memorabili o riff che restano subito impressi.
All Join In stupisce con i suoi cambi di tempo tra strofa e ritornello, mentre (I Want To Be Your) Mirror e Mystery Of Pop sono i brani che mostrano in modo più evidente la svolta teatrale e “camp”, guardando agli Sparks di Kimono My House.
Ciò che colpisce fin dal primo ascolto è la grande varietà e la capacità di spaziare tra atmosfere diversissime, dal pop sognante (How Would You Like To Go?), agli inni pronti per un festival estivo (In My Pocket, Open Air), al ritmo incalzante della conclusiva Strange Or Be Forgotten.
 
Quando le chitarre elettriche ritornano in primo piano danno vita a piccole gemme stravaganti come Born Into The Sunset e Roman Godlike Man, tra i pezzi migliori del disco, insieme a Oh The Saviour che parte acustica per poi deviare su territori elettronici e un ritornello in falsetto.
Il segreto di Volcano sta nel mix estroso di psichedelia, pop, elettronica rétro e rock, che rispetto all’album di debutto mostra ancora più influenze diverse, ma ben amalgamate in un risultato finale moderno e unico nel panorama attuale.