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Sting

57th & 9th
A&M Records
Un ritorno al rock ("dei suoi Police") per il bassista
di Leonardo Follieri
06 Dicembre 2016
Sono trascorsi più di trent'anni dallo scioglimento dei Police (riunitisi diversi anni dopo soltanto per il tour del 2007/2008). Eppure inizialmente sembra proprio di riascoltare quel glorioso power trio, non solo per la voce di Sting ovviamente riconoscibile, ma anche per l'impatto dei singoli brani.
57th & 9th è l'incrocio della strada di Manhattan che Sting ha percorso tutti i giorni per recarsi in studio a Hell's Kitchen, luogo in cui è stato registrato il lavoro.
Un passaggio obbligato per ritornare al sound del passato, ma anche per coniugare il discorso al presente, grazie al produttore Martin Kierszenbaum, agli storici Dominic Miller alla chitarra e Vinnie Colaiuta alla batteria, alle collaborazioni del batterista Josh Freese (Nine Inch Nails, Guns N’ Roses), del chitarrista Lyle Workman e della band Tex Mex di San Antonio The Last Bandoleros.
L'album è uscito lo scorso 4 novembre e il 12 dello stesso mese è stato presentato al Bataclan di Parigi: come noto, il 13 novembre 2015 il locale era stato uno dei luoghi delle stragi causate contemporaneamente in vari punti della capitale francese. Il ricavato della serata è stato interamente devoluto alle associazioni Life For Paris (www.lifeforparis.org) e 13 Novembre: Fraternité Verité (www.13onze15.org).
 
57th & 9th inizia con I Can't Stop Thinking About You, brano che richiama subito le sonorità dei Police, così come 50,000, pezzo scritto durante la settimana della morte di Prince e che lascia spazio ad alcune riflessioni sulle morti di altri artisti venuti a mancare nel corso dell'ultimo anno, a partire da Lemmy Kilmister e David Bowie tra fine 2015 e inizio 2016 ("Le rockstar non muoiono / Semplicemente svaniscono").
Con Petrol Head il "discorso Police" trova probabilmente il suo grado massimo di riproposizione in questo album, mentre nella seconda parte sono protagoniste alcune sonorità acustiche più essenziali e appartenenti più allo Sting solista, come avviene ad esempio in Heading South On The Great North Road e nella conclusiva The Empty Chair.
In mezzo c'è posto anche per la preghiera sorprendente e delicata di Inshallah ("Se Allah vuole"), presente anche in una versione differente nell'edizione deluxe insieme ad altre due bonus track: una versione alternativa di I Can’t Stop Thinking About You e una splendida versione live di Next To You (direttamente dal repertorio Police) registrata al Rockwood Music Hall di New York.
L’edizione superdeluxe di 57th & 9th contiene inoltre alcune note scritte da Sting, il DVD con un'intervista esclusiva al bassista, la già citata performance dal vivo di Next To You con The Last Bandoleros (Live at Rockwood Music Hall) e alcune fotografie da collezione.
Va detto infine che l'album non è un vero e proprio concept, anche se, come spiega lo stesso Sting, «parla della ricerca e del viaggio, della strada che porta verso l'ignoto». – Dice infine il bassista sempre a tal proposito: «In questo album ci siamo ritrovati a creare qualcosa di forte, rumoroso ma anche di meditato».
 
Sono trascorsi più di trent'anni da quando musicalmente non esistono più i Police.
Ma da più di trent'anni l'attualità dice ancora e più che mai Sting.
 
 

 
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