Tu sei qui

Premiata Forneria Marconi

Marconi Bakery 1973-1974
Sony Music
Il prog italiano all’arrembaggio: la PFM conquista Regno Unito e Stati Uniti d'America
di Donato Zoppo
16 Gennaio 2017
Il 1973 è stato uno degli anni più importanti per il rock europeo post beatlesiano. Non soltanto per una sequenza di album capitali provenienti dall’Inghilterra – solo per restare in area prog pensiamo a titoli come The Dark Side Of The Moon, Selling England By The Pound, Larks Tongues In Aspic, Brain Salad Surgery e Angels Egg – ma anche per l’emersione da nazioni non anglofone di nuovi protagonisti, di gruppi che si accingono a raggiungere le platee internazionali. Basta guardare il cartellone della XIII Edizione del National Jazz, Blues and Rock Festival, meglio noto come festival di Reading: il 24, 25 e 26 agosto 1973 accanto a Rory Gallagher, Faces, Status Quo, Genesis, Spencer Davis, John Martyn e Roy Buchanan spuntano nomi che prima di allora avrebbero faticato a trovare tale esposizione. I francesi Magma e Ange, gli olandesi Alquin, i tedeschi Embryo, i finlandesi Tasavallan Presidentti, infine la nostra Premiata Forneria Marconi: una nutrita, autorevole e apprezzata rappresentanza del miglior rock continentale.
 
La partecipazione della Premiata a Reading è l’ideale “centro nevralgico” di Marconi Bakery 1973-1974, il nuovo cofanetto Sony Music che, dopo Celebration 1972-2012 (uscito cinque anni fa e dedicato al debutto della band), approfondisce la prima, grande apparizione internazionale per Franz Di Cioccio e soci, tra 1973 e 1974. Un’apparizione che parte da una modifica formale, quella del nome, diventato ufficialmente PFM per agevolare la pronuncia inglese, e che sigla la rinnovata carriera dei nostri, partiti per un nuovo tour europeo che porta con sé tante novità, assolutamente uniche per un gruppo italiano. Il 15 marzo 1973 la PFM si presenta dal vivo in un concerto riservato a stampa e discografici, in programma all’ABC Fulham Theatre a Londra, voluto da alcune personalità che alla fine degli anni ’60 hanno cambiato il volto della musica inglese: Greg Lake e Pete Sinfield, entrambi responsabili della band lombarda in Manticore. I due ex King Crimson – divo del rock con ELP il primo, poeta e produttore sganciatosi dal mondo frippiano il secondo – stanno seguendo con molta attenzione la vicenda della PFM, ormai in rampa di lancio verso il mercato estero grazie all’entrata nella scuderia Manticore, la nuova casa discografica creata da Emerson Lake & Palmer.
 
Dopo lo showcase londinese, che rivela agli addetti ai lavori inglesi un gruppo di notevole abilità tecnica e in possesso di pezzi competitivi con i colleghi stranieri e caratterizzati da linee, atmosfere, colori e passionalità italiane, la PFM tiene un nuovo tour italiano in primavera, al quale segue il primo impegno europeo in compagnia di Sinfield e dell’ex flautista dei King Crimson Mel Collins. È il preludio ad un nuovo disco Manticore, che uscirà ad ottobre: si tratta di Photos Of Ghosts, primo Lp internazionale della Premiata, prodotto da Sinfield che si occupa anche della scrittura di nuovi testi, confezionati su misura per il mercato estero ma ideali anche per la fisionomia della band, a cavallo tra preziosismi mediterranei e nobiltà da rock d’arte britannico. È proprio dal vivo – l’ambiente migliore per PFM, un’autentica macchina da guerra sul palco – che il quintetto riceve il battesimo del fuoco: il tour europeo prosegue fino a novembre, durante le ultime date inglesi arriva nei negozi Photos Of Ghosts, sull’onda lunga della performance di Reading, di cui si sarebbe parlato molto vista la improvvisa interruzione, un autentico sabotaggio ai danni di una PFM particolarmente carica. Nel nuovo box il disco del 1973 – sei brani dei primi due album ricantati in inglese, più l’inedita Old Rain – compare con nuovo mastering e tre “road rarities”: 21st Century Schizoid Man dai primi concerti al Carta Vetrata di Bollate (filologicamente non in linea con il progetto ma utile per capire l’orientamento della prima PFM e l’evoluzione live), la storica Carrozza di Hans interrotta bruscamente a Reading (apparsa su un bootleg qualche anno ma mai in una pubblicazione ufficiale PFM) e un’adrenalinica Mr. 9 Till 5 dal concerto di Boston (agosto 1974, già coperto in 10 Anni Live 1971-1981).
 
È nel 1974 che PFM passa dall’Inghilterra agli States. Un’avventura importante, che verrà celebrata in disco dal vivo Live In USA/Cook – assente nel cofanetto – e che avviene con un cambio importante in organico: esce Giorgio Piazza, entra Patrick Djivas, che lascia gli Area per rafforzare la Premiata, portando in dote esperienza, versatilità, una maggiore inclinazione jazz rispetto al più ritmico e squadrato predecessore. È in questa nuova formazione che la band pubblica il quarto album, stavolta in contemporanea italiana e straniera: Numero Uno pubblica L’Isola di Niente, Manticore si occupa di The World Became The World. Ancora una volta con Sinfield, ma la PFM si muova agevolmente da sola, rafforzando la proposta inaugurata con Per Un Amico con l’aggiunta di elementi più variopinti e dinamici, come testimonia La Luna Nuova/Four Holes In The Ground. È il disco del tour inglese partito ad aprile insieme ai Ten Years After (accoppiata curiosa, ma in quegli anni non erano rare combinazioni del genere), poi con gli Isotope, a giugno una capatina al Parco Lambro, infine i concerti americani nei mesi di luglio, agosto e ritorno a novembre, davanti a platee sterminate in compagnia di gente come Santana, Beach Boys, Dave Mason, Allman Brothers e Aerosmith. Le “road rarities” dei due cd sono importanti ma non inedite, poiché già presenti nel cofanetto del 1996 10 anni Live: la formidabile accoppiata Is My Face On Straight e Cleveland Keyboard Jam dal concerto di Cleveland di agosto, Four Holes In The Ground dalla setlist di Boston e La Carrozza di Hans da New York.
 
Marconi Bakery è un cofanetto elegante che farà gola ai cultori della PFM, anche se in linea di massima non c’è materiale inedito: tuttavia la grafica, le foto dall’archivio Di Cioccio, ben collocate nella scorrevole narrazione di Sandri Neri, insieme alle testimonianze da parte di Franz, Mussida e compagni, lo rendono più che appetibile.