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Franco Baggiani

Divergent Directions
Sound Records
Il quattordicesimo album del vulcanico trombettista fiorentino, tra improvvisazione, free jazz e avanguardie
di Jessica Testa
15 Marzo 2016
Lo avevamo lasciato a Memories Of Always e lo ritroviamo, un anno dopo, ancora con la sua magica tromba, ancora in un perfetto mood improvvisativo tra jazz e avanguardie, e con un quintetto nuovo di zecca.
Metti una sera in sala di registrazione Franco Baggiani alla tromba, Giacomo Downie al sax baritono, Michele Staino al basso, Fabio Ferrini alle percussioni, Alberto Rosadini alla batteria ed ecco che viene fuori Divergent Directions, un “live in studio”, il quattordicesimo album del vulcanico trombettista fiorentino Franco Baggiani. "Sono tornato con un quintetto che rievoca i quartetti di Ornette Coleman, il trio Air, gli Art Ensemble. Quando manca lo strumento armonico come il pianoforte automaticamente il sound assume dei colori particolari, curo molto la strumentazione in funzione del risultato finale, che in questo caso è molto più asciutto e leggibile rispetto al mio disco precedente. L'effetto "giungla" resta, ma il suono si sposta verso un idioma più vicino al mix fra free jazz storico e musica contemporanea del '900".

 
Questa formula del quintetto pianoless ha reso tutto molto asciutto, introspettivo, quasi noir, caratterizzando un suono che si avvicina spesso a quello delle avanguardie storiche. Il risultato è un lavoro coinvolgente durante tutti i circa sessanta minuti, un disco in cui emergono chiare e vivide le influenze dell’autore, dal free alla musica seriale del Novecento, con un unico comune denominatore: l’improvvisazione. Una testimonianza “nuda e cruda”, senza interventi successivi se non dei tagli precisi decisi dallo stesso Baggiani, di quella session in studio in cui le prime note di Ida Y Vuelta, che da subito anticipano l’aria che tira, fino ai quasi dieci minuti del Requiem di chiusura, hanno preso vita.