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On The Ropes – Intervista ai Crowsroads

Un folk blues sempre più maturo per i fratelli Corvaglia. Dal nuovo album “On The Ropes”, alle loro passioni musicali vecchie e nuove, a...: intervista ai Crowsroads
di Leonardo Follieri
30 Ottobre 2019
Un ep nel 2012 con pezzi propri, poi Reels, album del 2016 in cui erano presenti soprattutto cover. E adesso un nuovo album, On The Ropes, dove propongono un gusto sempre più maturo per folk, blues e tutto ciò che deriva da lì e si abbina perfettamente alla loro grinta e alla loro freschezza. Loro sono Matteo e Andrea Corvaglia, due fratelli originari di Brescia, 24 e 20 anni, chitarra e armonica, entrambi voci. Insieme sono i Crowsroads.
 
“I nostri testi nascono in modo abbastanza vario – racconta Matteo ad inizio intervista. – Di solito partiamo dalla musica e poi andiamo su un testo che suoni bene e che dica anche qualcosa in cui ci rispecchiamo. In alcuni casi si è trattato di vicende autobiografiche dell’uno o dell’altro (indicando il fratello Andrea seduto di fianco a lui, ndr) o condivise, in altri casi si è trattato proprio di storielle inventate di sana pianta e che ruotano attorno a un concetto”. Anticipato dal primo singolo Foxes, che è accompagnato peraltro da un videoclip girato nei luoghi del disastro di un anno fa della Tempesta Vaia, On The Ropes contiene dodici brani, compreso Everytime That You Walk Out The Door, riadattamento in inglese di Ogni volta che tu te ne vai dei Fratelli La Bionda. La versione in italiano dei Crowsroads è uscita come singolo prima di quella contenuta nell’album ed è nel cd in allegato al vinile di On The Ropes. “Una volta conosciuti i La Bionda abbiamo fatto sentir loro una bozza del nostro adattamento – spiega sempre Matteo. – Poi siamo rimasti in contatto e abbiamo inviato loro questa versione in studio, dopodiché c’è stata l’idea di inserirla anche nell’album, ma in un modo armonico molto diverso perché pensavamo di dover connotare in maniera diversa la versione in inglese e quella in italiano. L’arrangiamento è nato comunque principalmente in studio e il nostro testo in inglese si adattava molto bene al pezzo, anche se è abbastanza fedele all’originale”. Alla domanda se vogliano intraprendere un percorso cantando altri pezzi in italiano risponde Andrea: “Stiamo preparando un adattamento in italiano di un brano che nasce in inglese. Per ora comunque le nostre passioni si sposano meglio con l’inglese”. E sono passioni in cui sono presenti grandi classici come Jimi Hendrix, Janis Joplin, Crosby Stills Nash & Young, ma dove, afferma ancora Andrea, si sono fatti strada anche artisti o gruppi di periodi più recenti “da Wilco o Counting Crows, fino a War On Drugs, Hozier o Mumford & Sons”.
Nel loro nuovo lavoro spiccano anche ospiti illustri come Sarah Jane Morris, Frankie Chavez e Jono Manson. Sostiene Matteo: “Un discorso a parte va fatto per Frankie perché ha suonato. Tutti comunque hanno rispettato il pezzo per come era nato, ma ovviamente ognuno di loro ha dato la svolta al brano al quale ha preso parte”.
 
“Io mi sono laureato in lettere e quindi per la nostra musica cerco di stare attento al testo. Le due cose le percepisco armonizzate e non separate” dice Matteo. “Studiando scenografia succede più spesso che sia la musica a influenzare i miei studi e non il contrario” dichiara invece Andrea. Anche gli studi universitari sono parte integrante della vita dei fratelli Corvaglia insomma, ma alla fine la musica, soprattutto dal vivo, ha rappresentato e rappresenta tuttora un momento di crescita, come testimoniano anche i tanti concerti e le tante partecipazioni a vari festival. Per chi poi come loro ha iniziato così presto...