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Pink Floyd - Their Mortal Remains, la mostra e il catalogo italiano

Si è conclusa ad ottobre la mostra monumentale a Londra, ora esce il volume dedicato tradotto in italiano, presentato in occasione di Bookcity
di Francesco Taranto
22 Novembre 2017
Fino al 15 ottobre scorso il Victoria & Albert Museum di Londra ha ospitato la mostra Pink Floyd: Their Mortal Remains, una testimonianza monumentale della carriera del gruppo.

Ora, la casa editrice Skira ha pubblicato la versione italiana del volume che accompagnava la mostra, con le traduzioni di Alessia Monti e Manoli Traxler. Il libro è stato presentato sabato 18 novembre a Milano in occasione di Bookcity e si tratta del primo mai realizzato con il pieno accesso all’archivio dei Pink Floyd, arricchito da saggi di grandi autori (da Jon Savage a Howard Goodall e Rob Young) per indagare i motivi che hanno reso i Pink Floyd unici nel panorama musicale mondiale.

La mostra, che abbiamo visitato a luglio, seguiva gli ottimi lavori fatti per David Bowie Is ed Exhibitionism (sui Rolling Stones), ovvero una rassegna ricca di oggetti, strumenti musicali, poster, foto, contenuti video e audio esclusivi. Il tutto organizzato in un lungo percorso tematico, aiutato da diversi pannelli descrittivi e dalle cuffie wireless che, a seconda di dove ci si rivolge, cambia automaticamente l’audio.
Per una band iconica come i Pink Floyd gli oggetti spaziano dalla bacchetta usata contro Waters a scuola, a una lettera scritta a mano da Syd Barrett alla fidanzata Jenny Spires, pagine del diario del 1968 di Nick Mason, fino alla polaroid che testimonia la visita di Barrett nel 1975 durante le registrazioni di Wish You Were Here e la sua bicicletta rossa (che probabilmente ispirò la canzone Bike).
I primi anni psichedelici dei Pink Floyd sono infatti quelli meglio rappresentati, anche attraverso i magnifici poster dei concerti all’UFO Club, i contratti per la BBC e diversi nastri di registrazione ed acetati.

Per seguire la grandiosità della band negli anni Settanta, anche la mostra aumenta di scala con una stanza in cui si può mixare la propria versione di Money, una dedicata agli scatti per la celebre copertina di Wish You Were Here, una che contiene una replica della Battersea Power Station (con maiale gigante annesso), una per il capolavoro The Wall e una che include le due giganti teste di metallo usate per The Division Bell.

In attesa che la mostra (che avrebbe dovuto aprire a Milano nel 2014) arrivi in Italia, il volume edito da Skira contiene tantissime foto inedite e documenti esclusivi, oltre ad una retrospettiva completa e analitica di tutti i 15 album in studio (a cura di Mark Blake).
Il libro si concentra anche sull’eredità dei Pink Floyd non solo musicale ma anche nelle arti visive, dalla mitologia alla base della loro produzione, fino alla sperimentazione tecnologica alla ricerca di nuovi suoni e di spettacolari effetti scenici dal vivo.
In questo modo, proprio come nella mostra, viene sottolineato il ruolo fondamentale che il materiale visivo ha svolto a supporto della musica e nel creare un fenomeno inconfondibile come i Pink Floyd.