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Intervista a Gregory Alan Isakov

Il cantautore stasera sarà in concerto al Magnolia di Segrate (MI) per la sua unica data in Italia
di Giacomo Baroni
16 Marzo 2017
«Penso sarebbe molto pericoloso se mi reputassi solamente un artista; di che cosa potrebbe parlare la mia arte, altrimenti?».
 
Ha una voce calma e amichevole, Gregory Alan Isakov. Mentre racconta della sua vita nei campi, che affianca con passione all’attività di musicista, riflette attentamente, prendendo delle lunghe pause. «È semplicemente il mio modo di vedere il mondo. Lavorare il suolo, coltivare la terra, mi aiuta con la mia musica». Stasera, il singer-songwriter sarà al Circolo Arci Magnolia di Segrate (Milano) con la sua band per l’unica data italiana del tour (inizio 21:30, ingresso 12€ + tessera ARCI).
A giugno Isakov ha pubblicato il suo ultimo album, Gregory Alan Isakov With The Colorado Symphony: una raccolta che offre dei riarrangiamenti di alcuni brani selezionati dai tre precedenti dischi. Nati da numerosi viaggi, incontri e paesaggi, in questa nuova versione i pezzi affiancano le sonorità del folk alla pienezza di un’orchestra sinfonica, suggerendo atmosfere che a tratti lasciano pensare alla vastità dei panorami naturali americani. «Ho davvero moltissimi ricordi legati ai miei viaggi, scrivo tutti i giorni e cerco di inserire ogni luogo - racconta Isakov. - Il primo che mi viene in mente risale a quando vivevo in Scozia. La fattoria nella quale lavoravo si trovava molto a nord, e nelle notti d’inverno uscivo a guardare l’Aurora Boreale, una delle cose più belle che abbia mai visto».
Nato a Johannesburg, in Sudafrica, Isakov si trasferisce da piccolissimo con la famiglia a Philadelphia, lasciandosi alle spalle la difficile situazione sociale e politica dell’apartheid. Da lì in poi passa la sua vita in viaggio, finché non si ferma per studiare a Naropa, in Colorado. Qui riesce a realizzare il sogno di acquistare una fattoria e dedicarsi alla sua passione: «Ho studiato orticoltura e pian piano sono riuscito a guadagnare abbastanza per potermi comprare un pezzo di terra - racconta. - Alla fattoria viviamo in dieci, abbiamo pecore e api, coltiviamo vegetali e cannabis destinata all’utilizzo medico che vendiamo a una piccola azienda». Fin da bambino, il musicista è sempre stato un vegetariano convinto, e, quando nel 2012 la catena di fast food McDonald’s ha scelto di usare il suo brano Big Black Car per uno spot, ne ha approfittato per devolvere tutti i ricavati a diverse associazioni no profit legate all’agricoltura, come Seed Savers Exchange e Permaculture: «All’inizio avevamo rifiutato più volte», dice ridendo, «però poi ho pensato che con quei soldi avremmo potuto fare grandi cose. A molte persone non è piaciuto, ma io ne sono invece molto orgoglioso».
 
Nella fattoria in Colorado ha sede anche la Suitcase Town Music, l’etichetta indipendente fondata da Isakov. È qui che sono stati eseguiti i mixaggi del nuovo album, registrato invece alla Boettcher Concert Hall di Denver. «Inizialmente volevamo pubblicare un concerto live ma quando ho sentito le incisioni che avevamo fatto non ne sono rimasto colpito - spiega. - Abbiamo richiamato i musicisti e registrato nuovamente con la sala da concerti vuota; mi sono sembrati perfetti». Per preparare il riadattamento orchestrale dei pezzi è servito un lungo lavoro; Isakov è stato affiancato da Tom Hagerman del gruppo gipsy-punk DeVotchKa e da Jay Clifford dei Jump, Little Children. L’unico inedito del disco è Liars, traccia di apertura scritta da Ron Scott, diventata anche un singolo. «Ron è un amico di vecchia data e insieme abbiamo scritto un sacco di canzoni. Questa l’ha composta quando aveva circa vent’anni; mi ha sempre emozionato molto e desideravo che le persone la sentissero».
In realtà però con la Colorado Symphony sono stati registrati diversi altri brani inediti, che finiranno invece nel prossimo album del singer-songwriter: «Oggi si ha l’abitudine di ascoltare solo un paio di canzoni in un disco, per me invece è molto importante che ci sia un’atmosfera omogenea, che abbia un senso. Sei nuovi pezzi che ho già suonato con l’orchestra mi sembravano fuori posto, e volevo dedicargli maggiore spazio. Da un paio d’anni sto scrivendo un nuovo album, e inserirò anche queste canzoni. Dovrei riuscire a concludere le registrazioni in estate e a pubblicarlo alla fine di quest’anno o durante il prossimo».