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Franco Mussida e il suo progetto per la musica nelle carceri

L'ex chitarrista della PFM rivolge un appello agli operatori musicali e agli appassionati di musica
16 Febbraio 2016
CO2 è il nome del progetto sperimentale voluto da Franco Mussida. Dal 2013, infatti, l’ex chitarrista della PFM ha portato avanti questa sua iniziativa finanziata dalla SIAE e sostenuta dal Ministero della Giustizia e sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica.
CO2 consiste nell’aver realizzato e posizionato in 4 luoghi di detenzione speciali audioteche contenenti Musica strumentale di tutti i generi. Ciascun genere o linguaggio è diviso in 9 “Stati d'Animo” prevalenti, usati per classificare ognuna delle composizioni in base ai suoi propositi emotivi, agli specifici elementi di forza evocativa che ne caratterizzano la comunicazione emozionale. La sperimentazione consiste nello studiare gli effetti di un uso frequente dell’Audioteca. Il lavoro è assecondato da momenti settimanali di ascolto guidato ed educato della Musica da parte di musicisti professionisti. Il fine è valutare gli effetti di un uso costante dell’audioteca sul comportamento quotidiano e sul miglioramento dell’umore dei detenuti. In sintesi viene messa a disposizione di ogni istituto: una Audioteca (SAEM – Stazione per l’ascolto educato della Musica) con consultazione libera per tutti i detenuti, e personalizzata per i detenuti che effettueranno la sperimentazione con codici di accesso individuali; corsi di formazione per i detenuti per l’uso autonomo del software; corsi settimanali della durata di due ore per l’ascolto educato della Musica, condotti da un musicista.
I brani presenti in ciascuna audioteca, attualmente circa 1.000, sono stati suggeriti e associati a specifici stati d’animo da musicisti, giornalisti, docenti e personalità di rilievo in ambito musicale e non solo. La natura prettamente soggettiva dei suggerimenti incentiva il processo di comparazione. Tra le diverse rilevazioni assegnate ai detenuti, c’è anche quella di confermare l’indicazione emotiva suggerita, comparandola con la propria personale esperienza. Punto di organizzazione, di raccordo e di raccolta per tutte le informazioni della sperimentazione è il CPM Music Institute.
 
Adesso, tre anni dopo l’inizio del progetto, Franco Mussida ha lanciato un appello rivolto agli operatori musicali e agli appassionati di musica: suggerire tramite il sito ufficiale di CO2 nuovi brani da aggiungere all’audioteca.
 
Ecco la lettera dell’ex chitarrista della PFM:
 
“Cari amici,
Per ciascuno di noi la Musica è una grande gioia, un meraviglioso mezzo per vivere e far vivere
negli altri le nostre più intime emozioni.
Musicisti e ascoltatori sono quindi una sola grande famiglia.
Ma ci sono persone che per paura di vivere il dolore della propria condizione di vita, soffocano il
mondo dei propri sentimenti, escludendo anche quelli che li aiuterebbero ad alleviare quel
dolore: speranza, gioia, ottimismo, entusiasmo e anche la nostalgia, che sa donare il ricordo di
momenti felici.
La Musica, magia assoluta, in ogni suo genere e stile, li contiene tutti.
Vi chiedo quindi di contribuire a portare, con la vostra sensibilità, quelle emozioni dimenticate in
alcuni carceri, suggerendo i titoli dei brani strumentali che amate, di ogni genere e clima
emotivo. Li inseriremo in speciali audioteche per dare forza e nuova energia emotiva ai detenuti
di Opera, Monza, Secondigliano, alle donne di Rebibbia. Vogliamo riempirle con 20.000 brani,
divisi poi per “Grandi Stati d’Animo”.
Il progetto si chiama CO2, è sostenuto dal Ministero della Giustizia col patronato della
Presidenza della Repubblica. Organizzato dal CPM Music Institute, è sovvenzionato dalla SIAE
che con questa iniziativa vuole ribadire il ruolo importante di autori e compositori nella nostra
società.
Vi chiedo quindi di andare sul sito co2musicaincarcere.it e suggerire tutti i brani che
desiderate. Troverete descritti scopi, indicazioni, e procedure necessarie per farlo. La genialità
dei musicisti di tutte le epoche, di tutti gli stili, potrà cosi essere goduta anche in quei luoghi in
cui l’unica libertà che non deve essere assolutamente persa è quella del sentire del cuore.
Vi ringrazio, e vi chiedo di diffondere a tutti questo appello.
 
Franco Mussida”