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Claudio Sanfilippo - Contemporaneo

"Contemporaneo" è il nuovo singolo (e presto sarà anche il nuovo album) di Claudio Sanfilippo: "Tutto è cominciato un mese fa, in quarantena"...
24 Aprile 2020
Il prossimo 15 maggio uscirà, per ora soltanto in formato digitale, Contemporaneo, il nuovo album di Claudio Sanfilippo. “Tutto è cominciato un mese fa, in quarantena – racconta il cantautore milanese. – Un album ideato e registrato in quattro settimane, con le numerose collaborazioni ricevute a distanza da tanti amici musicisti.”
 
Il nuovo lavoro di Claudio Sanfilippo è anticipato dal singolo uscito su tutte le piattaforme digitali, attraverso Pirames, che si intitola proprio come l’album, Contemporaneo. Ecco qui il video:
 

 
Contemporaneo è insomma l’instant-album che Claudio Sanfilippo ha registrato nel suo studio domestico nei giorni di quarantena. Il disco conterrà dodici canzoni e in particolare sette inediti, due adattamenti in italiano (uno di Bob Dylan, l’altro di Nick Drake), un traditional adattato in milanese e due riletture di brani pubblicati in passato.
 
Il cantautore descrive così il percorso che lo ha portato a questo nuovo album:
“Nel cuore della quarantena la mail di un’amica scrive di persone che lavorano in ambito ‘creativo’, in cui riconosce due categorie: c’è chi si concentra il doppio e chi si sfilaccia demotivandosi. Io, come lei, appartengo alla prima, ma nel mio caso il rapporto con il tempo e con il ‘fare’ è un algoritmo misterioso, in cui l’ambiguità è ingombrante, i dati certi sono ristretti, la variabilità prevale. Solitamente sono più produttivo quando il tempo incalza, e devo dimostrare a me stesso una capacità elevata di sintesi e rapidità. Ogni volta però mi accorgo che il serbatoio si è riempito proprio nei momenti in cui la sensazione di essere pigro e improduttivo sembrava una certezza disagevole. Il fatto è che l’inconscio lavora per noi, sempre, forse si chiama ‘angelo’, essenziale e invisibile come tutte le cose importanti.
Il punto cruciale della storia si risolve nel dialogo con quel tipo lì di che ci gira intorno, un po’ dentro e un po’ fuori. Così, è sempre una questione di confine, di andate e ritorni, di assenze e presenze, e ogni volta che ci mettiamo alla prova, anche se nel fare capita di dimenticarselo, è un viaggio. Ad ogni partenza bisogna fare un po’ di bagaglio, carteggiare una rotta, lavorare di sestante per cambiare andature e velature, misurare il desiderio della scoperta sulle capacità dell’esperienza e degli strumenti che abbiamo. Non ce ne accorgiamo, ma è così. Un tipo di sintonia con cose dalla profondità ellittica. Su quest’ultimo aggettivo richiamo la Treccani: «in matematica, il termine è riferito ad espressioni o configurazioni che non hanno all’infinito alcun punto reale, ma due punti complessi coniugati».
Alla vigilia del mio 60° compleanno mi sono regalato questo viaggio, iniziato a metà marzo, pochi giorni dopo l’inizio del lockdown. Tutto è nato quando, camminando da una stanza all’altra, ho preso in mano una chitarra, in piedi, e mi è venuta in mente una canzone scritta l’estate scorsa. In pochi minuti si è moltiplicato tutto, e per un moto naturale si è creata una prossimità speciale con diversi amici musicisti, e con i miei figli. Una specie di famiglia allargata, una piccola tribù in cui vige un codice di comportamento, un linguaggio, una liturgia. È stata una delle esperienze più emozionanti che mi è capitato di vivere. La canzone che ha fatto nascere tutto questo si intitola Contemporaneo”.