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"Attenzione Attenzione" – Nuovo singolo per Lastanzadigreta

Dal 3 luglio nuovo singolo per il collettivo torinese che anticipa "Macchine inutili", nuovo album in uscita in autunno
02 Luglio 2020
(Foto di Renzo Chiesa)
 
Era il 2017 e Lastanzadigreta vinceva la Targa Tenco per la migliore opera prima con Creature Selvagge. Sono passati poco più di tre anni da quel giorno: anni trascorsi a creare canzoni, sempre nel segno della "musica bambina", di quell'approccio leggero e giocoso alla scrittura di canzoni e al fare musica, ma stavolta in una direzione più matura e "pop".
A dare il via a questo nuovo corso è Attenzione Attenzione, la nuova canzone inedita di Lastanzadigreta.
Il brano esce il 3 luglio e anticipa Macchine inutili, secondo album del collettivo torinese in uscita in autunno in cd, vinile e digitale (La Contorsionista / Sciopero Records, distribuzione Self, con il sostegno del MiBACT e di SIAE nell'ambito del programma "Per chi Crea").
 
Attenzione Attenzione
 sarà presentato il 9 luglio 2020 a Rivoli (TO) per l'apertura della rassegna SCENE_Recovery (Parco G. Salvemini, Corso Susa 128, Rivoli – TO; ingresso 5 euro, per prenotazioni e info: www.istitutomusicalerivoli.it/rivolimusica - rivolimusica@istitutomusicalerivoli.it).
All'evento parteciperà anche il Balletto Teatro di Torino, per una collaborazione inedita con Lastanzadigreta.
 
Scritto e arrangiato da Lastanzadigreta, Attenzione Attenzione accosta sequencer e sintetizzatori dal sapore minimalista agli archi e ai fiati della Filarmonica del Teatro Regio di Torino.
La copertina è illustrata dall'artista Cinzia Ghigliano, che accompagna il gruppo fin dall'inizio.
"Abbiamo concluso le registrazioni di Attenzione attenzione poco prima del lockdown - spiega Lastanzadigreta. - Nelle intenzioni iniziali, era un pezzo che voleva parlare, in forma di filastrocca un po' malinconica, della società contemporanea, del mondo del lavoro nell'epoca del 'realismo capitalista', di quella difficoltà a immaginare il futuro che la nostra generazione sperimenta quotidianamente tanto nel campo dell'arte quanto in quello della politica, il vecchio mondo che non muore e quello nuovo che tarda ad arrivare (che è una parafrasi molto libera di una cosa che scriveva Gramsci). Poi, nel pieno del lockdown, ci siamo resi conto che molte delle cose che la canzone raccontava funzionavano perfettamente anche in quel 'mondo di mezzo' in cui ci trovavamo a vivere, ciascuno bloccato nella sua stanzetta. E così, abbiamo deciso di mandarla in avanscoperta".
Il titolo è ispirato a una bizzarra filastrocca che Bruno Munari inserì in apertura della sua raccolta Le macchine di Munari (Corraini Editore). Tutto il nuovo disco è un omaggio a questo lavoro del grande artista e designer milanese, ai disegni e alle sculture realizzate tra gli Anni Trenta e Cinquanta dedicati a macchine "inutili perché non fabbricano, non eliminano manodopera, non fanno economizzare tempo e denaro, non producono niente di commerciabile". Macchine che hanno dunque anche un ruolo di resistenza attraverso l'arte alla dittatura delle macchine "utili". Lastanzadigreta in Macchine inutili trasla questi pensieri in una riflessione sulla funzione delle canzoni (d'autore) nel mondo contemporaneo.  La loro "inutilità" è tale solo se misurata sui valori dominanti del profitto e dell'individualismo, e queste macchine inutili rappresentano allora l'ultima forma di opposizione, l'essenza stessa della possibilità di fare una musica (e un'arte) che abbia ancora una valenza civile, sociale e politica.