Torna il Banco del Mutuo Soccorso

Il ritorno della grande prog band sette mesi dopo la scomparsa dell'indimenticato frontman Francesco Di Giacomo
Di Carlo Senna
17 Settembre 2014
"Un'idea che non puoi fermare". Con questa frase, il Banco del Mutuo Soccorso, storica formazione prog italiana, sembra oggi voler riassumere la propria essenza: l’idea in sé è più importante di colui che effettivamente la mette in atto, nonostante l'innegabile caratura degli interpreti che la rendono realtà. Francesco Di Giacomo, grande cantante e carismatico frontman del gruppo romano, è venuto a mancare il 21 febbraio scorso. Sono passati sette mesi, e, quella a cui siamo presenti il 16 settembre al Planet di Roma, è la prima apparizione pubblica ufficiale di Vittorio Nocenzi, anima musicale e tastierista del Banco. L'occasione è la presentazione del nuovo album della band, il primo pubblicato dalla morte del cantante, intitolato appunto Un'idea che non puoi fermare.
 
Il lavoro era stato già annunciato da tempo, ma, come spiega lo stesso Nocenzi, "ho voluto elaborare il lutto in piena privacy". Ma se il Banco è quell'idea di cui si parlava poc'anzi, bisogna continuare a farla vivere, pur nella consapevolezza che qualcosa è cambiato per sempre. Ecco perché questa raccolta di brani è sia un punto di arrivo – un tributo all'irripetibile figura di Di Giacomo, di cui si loda non solo la grande capacità vocale ma anche le sue doti di autore e poeta – sia un punto di ripartenza. È nata, infatti, Banco Factory, "officina creativa di talenti a sostegno di una visione artistica globale", come si legge nel comunicato ufficiale. Il doppio cd e il triplo vinile che costituiscono il presente lavoro rappresentano solo il primo output di questa nuova iniziativa.
 
Il disco accoglie tanto registrazioni dal vivo incise negli ultimi due anni di tour, quanto testi di Di Giacomo recitati da alcuni tra i più grandi attori italiani come Alessandro Haber e Rocco Papaleo (presenti per l'occasione), Franca Valeri, Toni Servillo, Moni Ovadia, Valerio Mastandrea, Giuliana De Sio e Giuseppe Cederna. La separazione tra questi due "generi", però, non è affatto netta: Vittorio Nocenzi racconta come i brani siano stati realizzati "mescolando con le mani, così come si impasta il pane; ho improvvisato molto, mi sono sentito quasi un dj, campionando le voci degli attori e le musiche originali del Banco", aggiungendo poi le sue tastiere, soprattutto moog e pianoforte, a un quadro sonoro che parte dal progressive per inserirsi in un discorso contemporaneo.
 
L'evento prosegue intersecando le testimonianze di Nocenzi, Papaleo e Haber con ascolti dall'album e, soprattutto, con proiezioni video accompagnate dalle nuove registrazioni. Particolarmente emozionante Il giardino del mago, suite originariamente contenuta nel loro famoso e omonimo album d'esordio con copertina a forma di salvadanaio. La nuova versione è letta da Moni Ovadia e Franca Valeri, con la voce tenorile di Di Giacomo che subentra in chiusura di brano; quando al termine del pezzo si riaccendono le luci in sala, scintillano gli occhi lucidi dei presenti. Gli applausi sono "tutti per lui", dice Nocenzi. In ogni caso, un così forte impegno sul fronte visivo stuzzica la curiosità di chi è al Planet, e il tastierista conferma: "L'album è solo il primo passo; per ogni brano recitato è stato preparato un video d'accompagnamento, e l'intenzione è quella di creare un film".
 
Un'idea che non puoi fermare. E sembra che stiano girando molte altre idee, da quelle parti: innanzitutto il nuovo tour, che partirà dal Gran Teatro di Roma il 6 dicembre prossimo e toccherà l'intera penisola. Sarà l'alba di una nuova era; la formazione verrà implementata da un secondo batterista e da un percussionista, ma allo stesso tempo, conferma Nocenzi, "ritireremo la maglia numero 10 di Francesco Totti: non ci sarà più un cantante solista nel Banco. I concerti saranno esclusivamente strumentali", eccezion fatta per la recitazione dei versi del nuovo disco. Inoltre, è in lavorazione una nuova opera rock, che dovrebbe vedere la luce nella seconda metà del 2015: s'intitolerà Orlando e sarà una rivisitazione del capolavoro ariostesco, un'idea – di nuovo – che aveva infiammato Francesco Di Giacomo e per cui Vittorio Nocenzi e il figlio Michelangelo hanno composto nuove partiture. Alla band si aggiungeranno alcuni cantanti che interpreteranno i vari ruoli, per i quali si stanno già tenendo selezioni.
 
Il Banco del Mutuo Soccorso da sette mesi ha perso la propria figura più emblematica, ma della sua eredità spirituale si è fatto interamente carico Nocenzi, pensando al futuro. Da questo punto di vista, non sorprende infatti che negli ultimi mesi il Banco abbia reso la propria pagina Facebook il luogo deputato a raccogliere le impressioni, le riflessioni, e, perché no, gli spunti dei fan.
E l'hashtag è proprio #unideachenonpuoifermare, perché il futuro è ancora da scrivere e comincia da ora.