Blackberry Smoke – Breve intervista al frontman Charlie Starr

Unica tappa domani in Italia per il gruppo southern rock, reduce quest’anno dalla pubblicazione del nuovo album “Find A Light”
di Leonardo Follieri
17 Ottobre 2018
Manca poco all’unica data nel nostro Paese dei Blackberry Smoke. La band originaria di Atlanta, Georgia, sarà di scena infatti domani sera, 18 ottobre, all’Alcatraz di Milano (biglietti ancora disponibili su Vivaticket). In scaletta ci saranno senz’altro brani del sesto album, nonché ultimo in ordine di pubblicazione, Find A Light. Il lavoro è uscito lo scorso 6 aprile, è completamente autoprodotto dal gruppo e vede la partecipazione di ospiti quali Robert Randolph, Amanda Shires e The Wood Brothers. Il frontman Charlie Starr non ha lasciato però trapelare molto in quest’intervista, se non che la band è già carica in vista di un concerto come sempre unico, anche dopo quasi vent’anni di carriera e circa duecentocinquanta live di media in un anno. Ad animarli il solito southern rock, che, come dice Starr, per loro significa semplicemente “libertà musicale”.
 
Il vostro ultimo album si intitola Find A Light. Come mai questo titolo?
Il mondo somiglia a un posto molto cupo e spaventoso in questo momento. Abbiamo tutti bisogno di trovare una luce.
 
A proposito di Find A Light avete dichiarato: “È senza dubbio il nostro disco più ispirato e selvaggio sino ad ora”.
Tutto nel processo di registrazione ha funzionato molto bene. Abbiamo potuto contare su un ottimo team che ha lavorato bene e avevamo alcune belle canzoni da incidere.
 
Parlando di quest’album avete anche detto che "non volevate ripetervi". Qual è il momento in cui capite che non vi state ripetendo e che quindi potete suonare o registrare qualcosa di nuovo?
Lo senti all'istante. Se viene fuori qualcosa di forzato o di ridondante, passiamo a qualcos'altro.
 
Qual è invece il modo per non ripetersi in un concerto dal vivo dopo quasi vent'anni di carriera e circa duecentocinquanta live di media in un anno?
Cerchiamo solo di rendere le performance originali per noi e per il pubblico. Cambiamo la scaletta ogni sera.
 
Cosa ci puoi anticipare del vostro unico concerto di domani in Italia?
Nulla, spero che ci venga ad ascoltare un sacco di gente!
 
Cosa significava southern rock all'inizio della vostra carriera e cosa significa oggi?
Significa libertà musicale. Pura e semplice.
 
Pensi che southern rock significhi qualcosa di diverso per il vostro pubblico europeo (e italiano) rispetto ai vostri fan americani e anche alla vostra band?
No, non penso. Si capisce vedendo proprio le reazioni dei nostri fan sparsi in tutto il mondo.
 
Ultima domanda, andando un po’ più in là rispetto al titolo del nuovo album: hai “trovato una luce” o la stai ancora cercando?
Penso di aver trovato la mia.