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Marlene Kuntz

Lunga Attesa
Sony Music Italy
Decimo album per la band cuneese... e tutto suona nuovamente più rock
di Leonardo Follieri
29 Gennaio 2016
Un ritorno che suona decisamente più diretto in confronto a quanto si era potuto ascoltare in Nella tua luce del 2013. Un ritorno, quello dei Marlene Kuntz con il loro decimo album, che suona nuovamente più rock.
 
Nei giorni scorsi l'atmosfera era stata ben anticipata dal singolo Fecondità, brano in cui senza troppi giri di parole si riflette sull'epoca in cui viviamo, un momento in cui tutti parlano di tutto sempre ed in qualsiasi contesto, a discapito del silenzio che al contrario andrebbe riscoperto e riadottato sempre più di frequente.
C'è altro però nelle restanti undici tracce di Cristiano Godano e soci, ma soprattutto c'è l’essenza rock che il gruppo non ha mai abbandonato dal vivo e che qui torna in maniera preponderante anche nell'album.
Tra un disco e l'altro, i Marlene Kuntz hanno celebrato pure i vent'anni del loro disco d'esordio, Catartica, e probabilmente l'evento ha facilitato al meglio questo genere di ritorno, colmo di chitarre elettriche rabbiose come quelle di Leda, guidate però anche da una lunga esperienza, rintracciabile ad esempio nelle dinamiche di Niente Di Nuovo o di Lunga Attesa.
E a proposito della title-track è opportuno ricordare che prima della pubblicazione del suo nuovo disco, il gruppo ha coinvolto i fan in un particolare esperimento. I Marlene Kuntz hanno infatti permesso a chiunque di comporre una nuova musica sul testo di Lunga Attesa. Circa 200 sono le registrazioni pervenute e tra pochi giorni si conosceranno i tre vincitori, i quali avranno la possibilità di aprire i concerti della band.
Live in cui ci sarà senza dubbio spazio per gran parte dell'ora di musica presente nella nuova fatica discografica che inizia con Narrazione: "È la realtà che ci disintegra e nulla c'è che ci reintegra"...
La successiva La Noia suona già dall'inizio come una logica conseguenza e più in là non passa per nulla inosservata la triste realtà descritta in La Città Dormitorio, che si conclude con l'eloquente coro "dorme un lungo sonno tutta la città e con essa dorme la sua umanità". A un certo punto, poi, non si può sfuggire e si deve per forza imboccare il cammino che porta Sulla Strada Dei Ricordi, dove ancora una volta risuona furioso l'inciso ("Rimedierò? Non so. Riparerò?"), e non va nemmeno sottovalutato l'incompreso di turno, sempre bistrattato ed emarginato, che è il personaggio principale dell'ultimo brano, Formidabile.
 
Le celebrazioni di Catartica, delle quali già si accennava in precedenza, continueranno nei cinema dal 17 febbraio con Marlene Kuntz. Complimenti per la festa, film ricco di immagini di ieri e di oggi diretto da Sebastiano Luca Insinga.
Il percorso del gruppo continua invece dal 25 febbraio con un tour in Europa e in Italia.
La Lunga Attesa è dunque destinata (giustamente) a prolungarsi...
 
 

 
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