Tu sei qui

Guano Padano

Guano Padano - Americana
Americana
Ipecac Recordings/Ponderosa Music & Art
Colonna sonora perfetta di un viaggio in una terra mitica e ricca di fascino
di Roberto Vivaldelli
03 Novembre 2014
Non solo un tributo all’America primitiva della prima metà del Novecento ma anche un riferimento letterario ben preciso. Questo è Americana (Ipecac Recordings/Ponderosa Music & Art), terzo album dei Guano Padano, trio formato da musicisti di grande prestigio e rilievo quali il batterista Zeno De Rossi, il chitarrista-polistrumentista Alessandro “Asso” Stefana - entrambi già al fianco di Vinicio Capossela - e il bassista Danilo Gallo. Americana è, prima di tutto, un’antologia pubblicata nel 1941 e curata dallo scrittore Elio Vittorini: un classico che raccoglieva i brani dei più famosi e importanti autori americani, da Poe a Hawthorne fino Steinbeck ed Hemingway, tutti tradotti da alcuni fra i maggiori scrittori italiani del periodo.

Un pilastro della nostra cultura letteraria che vide la collaborazione per le traduzioni, tra gli altri, anche di Cesare Pavese, Eugenio Montale, Moravia nonché di una giovane Fernanda Pivano. Un progetto che si scontrò apertamente con l’ideologia nazionalista e autarchica del regime fascista, e che quindi fu, in un primo momento, sequestrato e censurato (salvo poi essere pubblicato nella versione originale).
  
“I Guano Padano si sono approcciati a quegli stessi autori americani e ad alcuni loro libri pubblicati nella prima metà del Novecento, subendone più o meno la stessa fascinazione primitiva, ammirati e intimoriti da quei Giganti di terre sconosciute, oltre le Colonne D’Ercole” – scrive Nicoletta Montella nelle note del disco, ed è proprio questo il cuore e lo spirito di Americana, colonna sonora perfetta di un viaggio in una terra mitica e ricca di fascino. L’album vede anche la collaborazione, peraltro, del compositore americano Mark Orton, recentemente salito agli onori della cronaca per aver firmato la colonna sonora del film Nebraska di Alexandar Payne
 
L’universo strumentale dei Guano Padano passa dal surf crepuscolare di Pian della Tortilla – basata su un racconto omonimo di Steinbeck – al western lunare di El Tor, fino ai fremiti hard in salsa tex mex di My Banjo Dog e Flem’s Circus. Non mancano nemmeno echi alla Waits (Dago Red), tentazioni morriconiane (Cacti) e spettrali blues delle piantagioni (Black Boy), il tutto condito con l’uso sapiente di lap steel guitar, fiati, organi vintage e - talvolta - di banjo. E’ un approccio sperimentale e ricercato quello dei Guano Padano, che si snoda in diciassette tracce suonate con grande maestria e ispirazione: un tributo in cui immergersi a capofitto tra lande desolate, ferrovie e pericolose città di frontiera.
 
Ti potrebbe interessare anche:
Americana di Vittorini secondo i Guano Padano