100 dischi ideali per capire la World Music

(Editori Riuniti, 2002)
Di Ezio Guaitamacchi e Ivo Franchi
24 Maggio 2014
Quattro quinti del mondo non possono essersi sbagliati. Questa la semplice, ma inequivocabile considerazione fatta da un musicologo inglese sulle “musiche del mondo”. Che, in periodi successivi, hanno preso il nome di musica popolare, folk, traditional, etnica o roots. E che, dalla seconda metà degli anni  Ottanta, tutti chiamano world music.

In realtà poco importa. Qui, infatti, si parla non di un genere musicale, ma di un vero e proprio universo sonoro che, da sempre, è parte integrante delle migliaia di culture e  tradizioni che popolano il Pianeta Terra. Come gli altri titoli della stessa collana (Rock, Jazz, Blues, Classica e  Nuova Canzone Italiana) questo volume si è posto l’obiettivo di far luce sul concetto di world music (e le sue innumerevoli ramificazioni) attraverso 100 album essenziali (più altri 300 nella medesima vena artistica dei prescelti). Per farlo, si è seguito un rigoroso criterio analitico, partendo dai “padri” delle musiche del mondo (artisti storici come Makeba, Piazzolla, Marley o Belafonte), suddividendo il pianeta in 8 aree geografico-musicali (Africa, Asia/Oceania, Centro/Sud America, Brasile, Nord America, Europa, Mediterraneo, Italia) e concludendo il tutto con una sezione dedicata ai progetti speciali (da Passion di Peter Gabriel al Buena Vista Social Club passando per I Misteri delle Voci Bulgare). 


Il risultato è un affascinante giro del mondo sonoro alla scoperta di culture e tradizioni troppo spesso 
dimenticate. 

Schede di: Guido Festinese, Ivo Franchi, Ezio Guaitamacchi, Aldo Pedron, Roberto Valentino. 
Contributi di: Claudio Agostoni, Roberto Caselli, Fabrizio Pezzoli, Carlo Stevan, Claudio Todesco, Paolo Vites.