Tu sei qui

Soldi veri

Billboard fa i conti in tasca alle rock star: piovono milioni
Di Claudio Todesco
27 Febbraio 2013

Brutto fare i conti in tasca alla gente. Ma loro sono rock star, dalle nostre parti va forte l’invidia sociale e perciò ci prenderemo la libertà di farlo. Dunque, Billboard ha diffuso la classifica dei quaranta musicisti che hanno realizzato i guadagni maggiori nel corso del 2012 negli Stati Uniti. Fonti: Nielsen SoundScan, Nielsen BDS, YouTube e Billboard Boxscore. Sono state prese in considerazione varie fonti d’introito: vendita dei dischi, downloading e servizi digitali, diritti d’autore e soprattutto incassi dei concerti. Non sono state conteggiate sponsorizzazioni e vendita di merchandising: valgono milioni, ma non sono contabilizzabili in modo certo. Quindi faremo finta che nel 2012 nessuno abbia venduto la faccia alla Pepsi e che la gente abbia smesso di comprare t-shirt, d’accordo?

La numero uno del 2012 è Madonna con 34.577.308 dollari di cui solo il 4,3% merito dell’album MDMA. Dietro di lei ci sono Bruce Springsteen con 33.443.606 – più del doppio di Justin Bieber – e Roger Waters con 21.160.131. Quest’ultimo ha beneficiato in larghissima parte del tour di The Wall, il quinto nella storia in termini di incassi. Ma anche se fosse rimasto chiuso in studio di registrazione 365 giorni a lavorare al seguito di Amused To Death (qualcuno dovrebbe obbligarlo a farlo), avrebbe comunque incassato più di un milione di dollari derivante da vendita di dischi e diritti d’autore. Soldi veri. Band dal seguito live solido come Dave Matthews e Phish se la giocano con le pop star (rispettivamente 18.903.334 e 7.382.514). Celine Dion ha guadagnato 13 milioni esibendosi solo a Las Vegas, i Rolling Stones 9 con cinque soli concerti, Adele 14 senza nemmeno andare in tour in America. Il fatto che i Mumford & Sons abbiano incassato più o meno come Rod Stewart è la prova che Dio esiste. Il fatto che Taylor Swift abbia intascato 12 milioni di dollari significa che Dio esiste, ma non sta bene. Ah, se pensate che i Van Halen siano morti, dovete ripensarci 20 milioni di volte.

Nel caso vi chiediate quando intasca un musicista dei 20 euro che spendete per comprare un cd o dei 60 sborsati per vederlo in concerto, Billboard vi viene in soccorso. Secondo l’autorevole rivista che dal 1894 scandaglia il mercato della musica, in media un artista porta a casa il 20% del prezzo al dettaglio di un cd, a cui va sottratto un 10% che finisce nelle tasche dei manager (su 20 euro fanno 3 e 60, prego). Sul fronte dei concerti, Billboard ipotizza un 34% al performer da calcolarsi sull’incasso lordo. È il piatto forte: nel 2012 le esibizioni dal vivo hanno rappresentato mediamente il 68,9% degli introiti dei musicisti, in molti casi il 90%. Credo si dica che l’attività live è il loro core business. Tradotto in italiano significa che i dischi li si fa per andare in tournée. E infatti i primi classificati nella lista dei Paperoni pop hanno realizzato vendite discografiche non eclatanti. Ricordate l’espressione «andare in tour in supporto dell’album»? Ecco, riponetela nel cassetto in cui tenete il Walkman. Non serve più a niente.