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Nick Cave & The Bad Seeds

Skeleton Tree
Bad Seed Ltd
Testi sempre più criptici per raccontare (anche) il grave lutto che l’anno scorso ha colpito il cantautore australiano
di Leonardo Follieri
22 Settembre 2016
Una musica più eterea, dove i Bad Seeds sono rappresentati soprattutto dal polistrumentista, autore e produttore Warren Ellis. Ad essa si accompagnano testi che lasciano aperte più possibili interpretazioni ed eventuali significati. Questo in sintesi è Skeleton Tree, nuovo album di Nick Cave.
Le registrazioni del disco sono iniziate nella seconda metà del 2014 e vengono spiegate per così dire in One More Time With Feeling, film diretto da Andrew Dominik, e che vedremo nelle sale italiane il 27 e il 28 settembre. Nelle otto tracce serpeggia la drammaticità di Nick Cave, qui amplificata via via dal dolore causato dalla morte del 15enne figlio Arthur (avvenuta il 14 luglio dell’anno scorso, dopo la caduta da una scogliera di Brighton, città dell’East Sussex, a sud est dell’Inghilterra, dove il cantautore australiano peraltro vive con la sua famiglia).
 
I “soliti” testi stavolta sembrano allora più “veri” e sono difficili da scindere rispetto al triste episodio appena narrato. Non sembra una novità, ma stavolta il personaggio Cave si ritrova suo malgrado ingabbiato nella triste realtà, essendo sopravvissuto a suo figlio. La "rockstar semidivina" che in Jubilee Street del precedente disco Push The Sky Away "si sta trasformando, sta vibrando, si sta incendiando, sta volando e vuole essere osservata ora", qui si trascina più come un "comune mortale". Tutto rimane surreale come nelle atmosfere tipiche del cantautore australiano, ma tutto suona terribilmente autentico e anche più spoglio del solito, proprio come l’“albero scheletrico” che dà il titolo all’album.
 
Difficile ma necessario trovare la forza dentro se stessi per superare il dolore e continuare a vivere, ma una speranza c’è soprattutto in quella frase finale di Skeleton Tree: “And it's alright now” (“Ed è tutto a posto ora”).
Speriamo...

 

 
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