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Iggy Pop

Post Pop Depression
Loma Vista Recordings
L'Iguana riscopre se stessa in chiave moderna dopo l'incontro provvidenziale con Josh Homme
di Leonardo Follieri
18 Marzo 2016
Un crooner cupo con uno sguardo rivolto alla sua storia resa ottimamente attuale.
È questo in sintesi l'Iggy Pop di Post Pop Depression.
 
Un ritorno solista ben concepito sin da quando lo stesso Mr. Osterberg ha inviato un messaggio a Josh Homme (Queens Of The Stone Age, Eagles Of Death Metal). La mossa si è rivelata azzeccatissima in funzione del risultato finale: un caratteristico suono vintage in chiave moderna, completato dagli altri due componenti della band, Dean Fertita (Queens Of The Stone Age, Dead Weather) e Matt Helders (Arctic Monkeys).
La voce di Iggy Pop – registrata in gran segreto da Homme in quel di Joshua Tree, California, prima di uscire allo scoperto qualche tempo fa – appare meno autocelebrativa rispetto a quanto ascoltato negli ultimi episodi solisti o negli ultimissimi Stooges. E per altri versi è per forza di cose "storia", come per quanto riguarda gli accostamenti calzanti con suoi dischi imprescindibili come The Idiot e Lust For Life e, di conseguenza, con il David Bowie della trilogia berlinese.
E la storia non si può cambiare, ma si può senz'altro rileggere nel presente con rispetto e senza paura, come hanno fatto Josh Homme e soci.
 
Tali discorsi rimangono tutti validi ascoltando brani come Break Into Your Heart o American Valhalla e nel primo singolo Gardenia. Suona diverso e più immediato invece Sunday, pezzo che si chiude con un'interessante e inaspettata coda orchestrale.
I tappeti musicali sono sempre pregevoli e l'Iguana non può far altro che continuare a cantare, mantenendo il livello alto anche in una ballad come Chocolate Drops.
Infine, in chiusura disco, Iggy dichiara che se ne andrà a vivere in Paraguay all'interno del pezzo conclusivo che prende il nome proprio dallo Stato dell'America meridionale, Paraguay appunto.
 
Il tutto suonerebbe come una mancata occasione per continuare dopo aver "riscoperto" la sua stessa musica oggi.
Anzi no...
Sarebbe un epilogo trionfale in grado di infondere ancor più valore a Post Pop Depression.
 
 

 
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