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Elvis Costello & The Imposters

Look Now
Concord
Il cantautore inglese ritorna sulle scene con un gioiello. E c'è anche Bacharach
di Luigi Maffei
23 Ottobre 2018
L'uscita di un disco di Elvis Costello è sempre un evento importante per la musica. La caratura del personaggio è nota a tutti, il suo lanciarsi in progetti distanti anni luce tra loro (dall’opera al funk con i The Roots) ne ha fatto una delle figure più imprevedibili degli ultimi quarant’anni. Una mole notevole di musica che ha toccato l’apice con Painted from Memory, il capolavoro del 1998 scritto insieme a Burt Bacharach. Ebbene, vent’anni dopo, l’ex ribelle di Paddington ha ritrovato il compositore di Kansas City per scrivere insieme alcuni brani. Tre di questi sono finiti in Look Now, il nuovo lavoro del cantautore inglese. Riaccompagnato dagli Imposters, dieci anni dopo Momofuku, Costello ha scritto, suonato e cantato durante un periodo non facile per la sua salute, tanto da cancellare alcune date del tour precedente.
 
Look Now, però, non è un disco “testamentario”, tutt’altro. E’ una bella carrellata di pop lucido, dal gran respiro, a volte frizzante, altre malinconico. Costello impreziosisce con la sua inconfondibile voce brani scritti e suonati impeccabilmente. L’apripista Under Lime potrebbe piacere ai devoti di Sgt. Pepper’s, mentre la danzereccia Burnt Sugar is so Bitter è frutto di un’antica collaborazione con un altro totem della musica americana, Carole King. Mr & Mrs. Hush, poi, è una bella parentesi soul con tanto di fiati brillanti. Gli omaggi alla musica del nuovo continente, dunque, si sprecano. Quanto sono lontani gli screzi da ubriaco con Stephen Stills sulla superiorità della musica inglese rispetto a quella americana...
 
La malinconia dei brani seduce, accarezza e lascia un segno forte. Stripping Pages, I Let the Sun Go Down, Suspect My Tears (la migliore del disco) sembrano nate per essere ascoltate più e più volte. Il trittico scritto con Bacharach, manco a dirlo, è da applausi: Don’t Look Back, Photographs Can Lie e la finale He’s Given Me Things sono dei piccoli grandi gioielli incastonati in un grande album.
 
“Elvis is back!” e non si può essere più contenti.